Il sindaco: «Dalla Regione solo 3.076 euro»
Cristiano Carrus: al Comune di Cabras chiesti 45mila euro per appena un mese di presidio coi bagnini
CABRAS. Nel tritacarne delle polemiche è stato uno degli ingredienti più utilizzati di questi giorni. Cristiano Carrus, sindaco di Cabras, è stato l’obiettivo di critiche feroci. Per la mancata attivazione del servizio di salvamento a mare sulla costa cabrarese e per l’assenza al funerale di Enzo Curtale.
«Cominciamo da qui. Sono ritornato ieri a Cabras. Ero fuori e non mi era possibile rientrare in tempo per il funerale. Me ne dispiace. Sarà mia cura, nelle prossime ore, contattare la famiglia di Enzo Curtale per esprimerle il mio cordoglio».
Più articolato e complesso il capitolo del salvamento a mare e dei fondi regionali. Questi soldi ci sono o non ci sono? «Ho letto molte dichiarazioni a proposito e ora vorrei chiarire alcune cose. Sapete quanti soldi ha stanziato, nel 2014, la Regione per il salvamento a mare nella costa di Cabras? Ha stanziato 3.076 euro. La stessa cifra, visto che l’ammontare complessivo non è cambiato, 406mila euro per tutti i Comuni costieri dell’isola, ci spetterà probabilmente quest’anno. Ma noi non abbiamo mai avuto comunicazione ufficiale della disponibilità di questi soldi».
Con a disposizione poco più di 3mila euro, in ogni caso, il Comune avrebbe dovuto sborsare una cifra molto consistente. Quanto? «Posso fare riferimento a uno dei preventivi che ci erano stati presentati. Per trenta giorni di attività, un sistema con sette postazioni, di cui tre a San Giovanni, una a Funtana Meiga, una a Maimoni e due a Is Aruttas, con 14 bagnini complessivamente, avremmo dovuto spendere 45mila euro Iva esclusa. Ripeto: per un mese. Quindi coprire luglio e agosto ci sarebbe costato 90mila euro. Che non abbiamo. Ma non li ha nessun Comune. Nessun Comune è in grado di affrontare una spesa del genere».
Carrus ricorda anche tutta la procedura che ha portato a questa situazione: «Conoscete bene la nota dell’amministratore straordinario della Provincia del 25 giugno. Con la quale si ricordavano le difficoltà del sistema, il fatto che i fondi sono a destinazione vincolata. Noi il 23 luglio, ottemperando a una richiesta della Capitaneria di porto, abbiamo consegnato una documentazione corposissima: 40 pagine sui cartelli, sui crolli, sui rischi. Abbiamo fatto il quadro della situazione».
Inoltre, per il mese di agosto, un servizio di sorveglianza e soccorso ha funzionato a Is Aruttas: «È stato attivato dalla cooperativa che gestisce i parcheggi. Si dirà che si sarebbe potuto scegliere San Giovanni. Ma se fosse successo a Is Aruttas?». Una coperta cortissima che lascia troppe parti senza protezione. E i fatti lo hanno dimostrato in modo drammatico. (r.pe.)
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