Cancelli elettronici per vigilare sugli ospiti
Il questore Errico spiega le tecniche messe a punto per garantire la sicurezza nel territorio
SASSARI. Il giorno di ferragosto ha visitato le “postazioni” galluresi del suo mini esercito, schierato sulla Costa che va da Olbia ad Alghero per prevenire crimini e controllare un territorio invaso da centinaia di migliaia di turisti e residenti. Il questore di Sassari, Pasquale Errico, ha voluto personalmente essere vicino ai suoi agenti e ringraziarli per il duro lavoro che stanno svolgendo per garantire vacanze serene a turisti e residenti.
«Il potenziamento stagionale dei commissariati di Olbia, Porto Cervo-Cannigione e Alghero – ha detto ieri il capo della polizia provinciale Pasquale Errico –, è uno degli impegni istituzionali che viene programmato ogni estate dal Viminale. Le disposizione del ministro dell’Interno prevedono un ampliamento dei normali servizi di prevenzione e controllo del territorio, in particolar modo dove la presenza turistica è più forte. Fatta questa premessa intendo sottolineare che il quotidiano impegno del personale addetto a commissariati, nuclei anticrimine, squadra mobile, Digos e posti di frontiera è importante ma vano, senza la preziosa collaborazione degli Enti locali e della popolazione. Dopo l’insediamento nella questura sassarese ho avuto diversi incontri con i primi cittadini della città più popolate della provincia, da Olbia ad Alghero, ed ho spiegato loro l’importante servizio a favore del cittadino che viene fornito dalla videosorveglianza. Una attività, questa, che offre a noi operatori di sicurezza e al cittadino la garanzia di una efficace azione di prevenzione e, come extrema ratio, di repressione dei reati. Basta un esempio che ho mutuato nella complessa realtà di Napoli, dove dirigevo falchi e volanti: bastava che un’auto “segnalata” varcasse uno dei nostri “cancelli elettronici” è veniva subito bloccata, e gli occupanti identificati. In Gallura, in questo periodo, abbiamo applicato questo sistema su una decine di personaggi che, dall’interno dell’isola, si erano spostati, senza una particolare esigenza, sulla Costa. Li abbiamo fermati, identificati e, sulla base dei loro precedenti specifici, sottoposti a foglio di via con divieto di ritornare in zone non di loro abituale frequentazione. Il tutto senza clamore di sorta, grazie al lavoro dei miei uomini che, in divisa o in borghese, effettuano servizio sulla Costa. Le scorte a politici o persone a cui è assegnato questo servizio istituzionale non incidono minimamento sul lavoro di istituto, perché il personale addetto fa parte di specifiche quote determinate dal ministero dell’interno». (g.p.c.)
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