Refresh, scontro tra assessore e agricoltori
Coldiretti accusa la Falchi: inadeguata al ruolo. La risposta: la Regione ha fatto tutto quello che doveva
CAGLIARI. Una polemica infinita. I rapporti tra Coldiretti e l’assessore all’Agricoltura Elisabetta Falchi non sono idilliaci. Ma il caso del Refresh sembra avere trasformato la scarsa sintonia in assoluta ostilità. La polemica riguarda l’anomalia del Refresh, la riclassificazione dei terreni agricoli richiesta dall’Europa. Un’operazione che non sembra essere stata fatta in modo del tutto azzeccato e che ha portato a una serie infinita di difficoltà per le imprese. Il risultato è una battaglia infinita che si trascina da anni e che rischia di portare la guerra totale tra la Regione e Coldiretti. Ogni giorno c’è la battaglia dei comunicati stampa. Ieri ha aperto Coldiretti con un documento al veleno contro l’assessore. «Siamo al ridicolo. L'assessore all'Agricoltura continua ad aggirare l'ostacolo con l'unica politica finora attuata, quella dello scaricabarile – dice Coldiretti nel comunicato firmato da dal presidente Battista Cualbu e dal direttore Luca Saba –. Ci viene difficile cogliere anche l'impegno visto che dalle continue risposte stizzite emerge che si è capito poco il ruolo e le competenze che si devono esercitare. L’assessore dovrebbe sapere, anche perché denunciammo il problema già a ottobre, che le istanze di Coldiretti sono all’ufficio Agea, molti mesi prima della tardiva e inutile sua richiesta. Ci preoccupiamo ancora di più perché tutto questo agitarsi dell'assessore denuncia la sua assoluta inadeguatezza».
In serata la risposta della Falchi. «Tutte le aziende agricole sono importanti e ogni pratica merita di essere risolta, per questo da mesi seguiamo con estrema attenzione il caso refresh – dice la Falchi –. A seguito del lavoro con gli uffici di Agea a Roma - unici responsabili del procedimento insieme ai Centri di assistenza agricola - si è stabilito che le anomalie che interessano il caso Refresh riguardano 377 aziende con 622 pratiche di Domanda unica, riferite al periodo che va dal 2011 al 2013, per un totale di 1 milione e 124 mila euro a fronte, per lo stesso triennio, di circa 420 milioni erogati sulle 120mila pratiche presentate dalle aziende isolane e andate a buon fine. È stato appurato che per la maggior parte delle domande in anomalia non sono state presentate nei termini previsti i ricorsi da parte degli agricoltori e dei Caa che gestiscono le procedure».
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