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L’ex sede cade a pezzi tra incuria e rifiuti

di Francesco G. Pinna
L’ex sede cade a pezzi tra incuria e rifiuti

ORISTANO. Un tempo era il cuore dell’abilità artigiana della città. Un angolo in cui si poteva ammirare il meglio delle produzioni del territorio. Simbolo e un po’ orgoglio di una comunità. Ma la...

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ORISTANO. Un tempo era il cuore dell’abilità artigiana della città. Un angolo in cui si poteva ammirare il meglio delle produzioni del territorio. Simbolo e un po’ orgoglio di una comunità. Ma la sede dell’Isola si è sgretolata tra incuria e lentezza burocratica.

La Regione fa finta di niente e il Comune si adegua. Le denunce e gli appelli per la bonifica e la messa in sicurezza della vecchia sede oristanese dell'Isola (Istituto per l’organizzazione del lavoro artigiano) sono numerose e anche datate, ma il pericoloso mix di rifuti, amianto, sterpaglie e muri pericolanti racchiuso tra via Olbia e via La Maddalena alla periferia est della città non è stato ritenuto degno di attenzione. L'unico intervento risale a qualche anno fa. Dopo la segnalazione del pericolo di crollo dei muri di cinta intevennero i vigili del fuoco e la polizia municipale e a conclusione del sopralluogo, accertata la situazione di pericolo per i passanti, arrivarono una trentina di transenne di ferro. La metà furono sistemate dagli operai del Comune su via Olbia, l'altra metà su via La Maddalena. E li sono rimaste finora cancellando complessivamente una sessantina di metri di marciapiede.

La Regione non ha mosso un dito per mettere in sicurezza la struttura e avviare la bonifica e il Comune non gli ha certo messo fretta. Nel frattempo, dietro le transenne, è continuata la caduta di calcinacci e ormai si sta sbriciolando anche il cemento armato dei pilastri che sostengono il muro di blocchetti e il pesante cancello di ferro di via Olbia.

Su via La Maddalena la situazione è anche peggiore, per la presenza di due varchi alla base della parte più vecchia del muro di cinta, che potrebbe davvero crollare da un momento all'altro. Il più grande dei due varchi è probabilmente la porta di ingresso dei writer che hanno "decorato" con le loro bombolette le pareti interne ed esterne dei capannoni dove fino a una ventina di anni fa lavoravano i ceramisti oristanesi.

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