La Regione inagura il centro ma lo ha già messo all’asta
Lo show room aperto in Costa Smeralda ad agosto è in vendita per 4 milioni Il bando è pubblicato da tempo e a settembre l’esposizione chiuderà per sempre
PORTO CERVO. Il cuore glamour dell’artigianato sardo smetterà di battere tra le boutique del borgo vip. Solo due settimane fa il taglio del nastro dello show room ex Isola, con vista sul porto vecchio. Un museo curato dall’Isre, ma anche una vetrina in cui fare acquisti. La Regione ha però deciso di vendere il locale che l’Isre ha vestito di artigianato isolano. In tempi di spending review l’esigenza di fare cassa nulla può anche contro gli esperimenti riusciti. Mentre la direttrice dell’Isre Cristiana Collu e il presidente Bruno Murgia inauguravano lo spazio Isre ex Isola sotto la piazzetta delle Chiacchiere, l’assessorato agli enti locali pubblicava il bando per la vendita dell’immobile che ospita lo spazio espositivo. Il richiamo al Piano di razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare compare sin dalle prime righe. L’asta con pubblico incanto partirà da 4milioni 200mila euro. La valutazione dei 300 metri quadri di pareti bianche ondulate, colonne e gradini è stata fatta dal Servizio demanio e patrimonio di Tempio. L’edificio è stato realizzato negli anni Sessanta ed è rifinito con pavimenti in cotto, intonaco rustico, piastrelle in ceramica. In passato lo show room era un centro Isola. Rimasto vuoto per alcuni anni, all’inizio di agosto è ritornato a vivere. Un pezzo della Sardegna più autentica nel cuore patinato di Porto Cervo. L’iniziativa dell’Istituto regionale etnografico è stata studiata per riportare l’artigianato locale nel mondo del turismo extra lusso. A due passi dalle vie dello shopping anche i ricchi ospiti della Costa Smeralda possono portare a casa un raffinato pezzo di Sardegna. Ma solo fino al 13 settembre. Poi i riflettori si spegneranno di nuovo.
Entusiasta il giorno dell’inaugurazione la direttrice Cristiana Collu, oggi scelta per guidare la Galleria nazionale di arte moderna di Roma. Un progetto nato a maggio, tra mille difficoltà. Nel locale non c’era nè acqua nè luce. Gli operai hanno lavorato alla luce di fotoelettriche per finire in tempo. Collu ha seguito personalmente l’allestimento. Una proposta che fa la differenza, aveva detto con orgoglio dopo il taglio del nastro «perché funziona come un museo, ma con una visione più contemporanea e allo stesso tempo ha uno scopo commerciale». Una esposizione minimalista con un tocco chic. Le grosse colonne sono foderate con i tappeti, in vetrina il pane, i dolci. E poi pezzi unici in legno, ceramica. Creazioni artigianali da osservare ma anche da comprare. «Noi non siamo proprietari dell’immobile – spiega il presidente dell’Isre di Nuoro, Bruno Murgia – che è della Regione. Quando abbiamo avviato il progetto di rilancio sapevamo che l’assessorato aveva intenzione di venderlo. Noi abbiamo portato avanti questa pazzia, ci abbiamo creduto e anche il riscontro del pubblico è stato positivo».
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