Murgia: «Errore cederlo, vetrina internazionale»
OLBIA. Invita la Regione a riflettere con attenzione prima di disfarsi dell’ex Isola di Porto Cervo. Il presidente dell’Istituto superiore regionale etnografico, Bruno Murgia, spera in un...
OLBIA. Invita la Regione a riflettere con attenzione prima di disfarsi dell’ex Isola di Porto Cervo. Il presidente dell’Istituto superiore regionale etnografico, Bruno Murgia, spera in un ripensamento cagliaritano. Secondo Murgia l’immobile del Sottopiazza deve continuare a essere la vetrina della Sardegna più autentica nel cuore della patinata Costa Smeralda. Non deve essere trasformato nell’ennesima boutique della moda a 5 stelle. «Secondo me la Regione, prima di vendere l’immobile di Porto Cervo dovrebbe rifletterci ancora un po’ – afferma Murgia –. Capisco le esigenze di fare quadrare i conti, l’immobile ha un valore milionario. Ma secondo me questo progetto, se ragionato con calma e con una visione aperta, più ampia, può avere successo. Questo luogo per tanti anni ha significato un qualcosa di importante e la sua riapertura è stata accolta con grande calore».
Murgia ha una visione dell’Isre ex Isola che va oltre lo spazio museale. «Riaprendo il locale abbiamo fatto una pazzia che però ha dimostrato come questo progetto abbia le qualità giuste per funzionare – commenta il presidente –. Si potrebbe cominciare a lavorare su un periodo di apertura più lungo. Per esempio dalla Pasqua fino alla fine di settembre. Quest’anno abbiamo allestito tutto in pochi mesi. Quando siamo arrivati a Porto Cervo due mesi fa il locale era spoglio, senza acqua, nè luce. Sistemarlo è stata una corsa contro il tempo che però ci riempie di soddisfazione». Murgia pensa a una funzione polivalente. «Lo spazio espositivo può tranquillamente aprirsi ad altre iniziative e andare in più direzioni – spiega –. Non solo museo, show room e store. Ma anche luogo in cui realizzare piccoli eventi, presentazione di libri, incontri con autori, musicisti. Uno spazio vivo, che sappia evolversi».
Ovviamente l’artigianato sardo deve restare l’attore principale sul palcoscenico smeraldo, con la rotazione degli artigiani, l’esposizione del meglio dell’isola. «Sarebbe davvero un peccato perdere questa vetrina internazionale per l’artigianato isolano – aggiunge il presidente Murgia –. Una occasione unica per mostrare proprio ai clienti di Porto Cervo che arrivano da tutte le parti del mondo l’altra Sardegna, che è fatta di tradizioni ed eccellenze artigiane».
Al momento non sembra ci sia la fila per acquistare il locale messo all’asta dalla Regione per 4milioni e 200mila euro. Non è stata presentata alcuna proposta economica e nessuno ha chiesto di visitare il locale. C’è comunque tempo fino al 30 settembre, ultimo giorno utile per accaparrarsi l’immobile dalle linee morbide costruito negli anni Sessanta. Ovviamente l’immobile è messo all’asta senza alcun tipo di arredo o attrezzatura. (se.lu.)
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