La Nuova Sardegna

Si schianta elicottero: feriti pilota e tecnico

di Tiziana Simula
Si schianta elicottero: feriti pilota e tecnico

Il velivolo stava spegnendo un rogo nelle campagne di Arzana

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INVIATA AD ARZANA. Era decollato dalla base di San Cosimo, a Lanusei, intorno alle 11.40: direzione “Orgiola Onniga”, nell’agro di Arzana, a pochi chilometri dal paese. Le fiamme stavano divorando il costone di macchia mediterranea che sovrasta la provinciale che conduce a Lanusei, alle pendici del monte Idolo. Ma l’elicottero Ecureuil B3 è riuscito a sganciare solo un carico d’acqua. Improvvisamente è diventato ingovernabile, avvitandosi su se stesso mentre era in volo, prima di schiantarsi al suolo da un’altezza di poco meno di un centinaio di metri. Un impatto violentissimo. Che poteva avere conseguenze ben più gravi per i due occupanti del mezzo antincendio del Corpo forestale e di vigilanza ambientale: Tommaso Miola, 32 anni, di Agordo, in provincia di Belluno, e Cristian Ligas, 37 anni di Cardedu, rispettivamente pilota e tecnico del velivolo, entrambi dipendenti della società privata “Star work sky”, da cui il servizio antincendio regionale noleggia da anni l’elicottero di stanza in Ogliastra.

Il pilota è stato estratto dai vigili del fuoco di Lanusei dall’abitacolo accartocciato e trasferito con l’elisoccorso all’ospedale San Francesco di Nuoro. Lamentava forti dolori alle gambe. In serata l’uomo è stato portato in sala operatoria per essere sottoposto a un intervento di neurochirurgia per la stabilizzazione della colonna vertebrale per la probabile frattura di due vertebre. Le sue condizioni non dovrebbero essere preoccupanti. Cristian Ligas è invece riuscito a uscire da solo dal velivolo. Il tecnico, quasi illeso, è stato ricoverato per accertamenti all’ospedale di Lanusei. «Ho sentito un colpo. L’elicottero ha cominciato a vibrare e abbiamo cercato un punto di atterraggio, poi, siamo precipitati», racconta, dalla stanza dell’ospedale, Cristian Ligas. Nel suo sguardo ancora la paura.

Due miracolati. Ma anche preparati. Perché il pilota, con grande bravura e sangue freddo, ha tentato un atterraggio di emergenza riuscendo a portare l’elicottero in un pianoro di cisto, evitando di schiantarsi sulle rocce, in un tratto davvero impervio della zona. Una tragedia sfiorata. «Per la dinamica e il luogo in cui l’elicottero è atterrato, è stato davvero evitato il peggio», spiega il commissario del settore Vigilanza del servizio territoriale del Corpo forestale di Lanusei, Giuseppe Carboni, rimarcando la bravura del pilota.

Secondo una prima ricostruzione del nucleo investigativo del Corpo forestale di Lanusei, che ha eseguito i primi rilievi sul posto, a provocare l’incidente potrebbe essere stato il “bambi”, il cestello, che dopo aver sganciato l’acqua, avrebbe urtato il rotore di coda, rendendo ingovernabile il velivolo.

Tutto è accaduto in meno di dieci minuti: alle 11.42 è stato richiesto l’intervento del mezzo antincendio per spegnere le fiamme a “Orgiola Onniga”, alle 11.50, gli uomini a terra della Forestale e alcuni passanti, hanno allertato il 118 per soccorrere il pilota e il suo compagno di volo.

Il “Victor Delta”, questo il nome dell’Ecureuil B3, era partito già “armato” dalla base di San Cosimo, pronto a sganciare la bomba d’acqua (900, mille litri) sulle fiamme che avevano aggredito il costone, nelle campagne arzanesi. Un volo di routine, per gli uomini della “Star work sky”, società che ha sede legale a Strevi, in provincia di Alessandria, da vent’anni impegnata nella lotta agli incendi in Ogliastra. L’elicottero distrutto ieri, era l’unico stanziale nella base di San Cosimo, noleggiato anche quest’anno dal servizio antincendio regionale per affrontare l’emergenza estiva nel territorio. Ma questa volta, qualcosa è andato storto nelle operazioni di spegnimento. Il velivolo all’improvviso è come impazzito. È diventato ingovernabile ai comandi del pilota. Ha perso quota e si è avvitato su se stesso. Finendo pesantemente al suolo, inclinato sul fianco destro rispetto al lato del pilota e col muso ridotto a un rottame. Completamente distrutto.

Subito sono scattati i soccorsi: sono arrivate le ambulanze del 118 e gli uomini del Corpo forestale e i vigili del fuoco, oltre ai carabinieri e alla polizia di Lanusei. Mentre due elicotteri e due Canadair hanno lavorato a lungo, insieme alle squadre a terra, per spegnere l’incendio nel costone. Nelle operazioni di spegnimento un operaio dell’Ente Foreste, Mauro Puddu, è rimasto intossicato dal fumo ed è stato ricoverato a Lanusei.

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