La Nuova Sardegna

«La cieca legge della foresta È così che è diventata l’Italia»

di Andrea Musio

Intervista con il frontman dei Subsonica, venerdì prossimo in concerto a Cagliari «Abbiamo un sacco di problemi, ma ci sono anche molte energie straordinarie»

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CAGLIARI. Ancora cinque giorni di attesa prima del ritorno in Sardegna dei Subsonica. Venerdì prossimo Samuel e compagni, saranno all'Arena Sant'Elia per l'unica data estiva nell'isola allestita da S&M. Un appuntamento importante per i fans perché la band di Torino porterà dal vivo i brani inediti contenuti nel cd “Una nave in una foresta”, pubblicato a settembre dell'anno scorso dalla Emi. Un disco che racconta l'Italia, un album che ha generato non poche discussioni tra i critici ma anche tra i fans.

Una visione (ed un ascolto duale) sia nei contenuti che nella musica. Se da un lato i Subsonica vedono la situazione (politica e sociale) grigia, quello che viene espresso nelle dieci nuove canzoni è la voglia di rinascere e la certezza di riuscirci. Non a caso il titolo del loro ultimo capitolo discografico rappresenta una situazione di disaggio, del sentirsi fuori luogo ma anche la capacità di districarsi in situazioni poco piacevoli e trovare alla fine, una via d'uscita. «La sensazione è quella di sentirsi abbandonati a se stessi – dice Samuel a La Nuova – In qualche modo bisogna riuscire a risolvere i problemi ed uscire da questa foresta che abbiamo disegnato». «Le nostre canzoni – prosegue – raccontano di personaggi tipici dell'Italia di oggi. Tutti, nessuno in particolare. Parla di quei luoghi un po’ depressi che vengono sfruttati e abbandonati, più al sud che al nord, ma più puntando sulle persone che ce la fanno da sole, che riescono a superare i problemi con la consapevolezza che , il più delle volte, non ci sarà nessuno pronto a darti una mano, il che racconta un po la situazione del paese. In particolare “Lazzaro”, non è né un monito, né un consiglio. Rappresenta più un urlo interiore che le persone hanno nel momento in cui si rendono conto che non possono fare affidamento su nessuno. Noi italiani siamo molto creativi. Non sono i nostri testi a dire alle persone come comportarsi ma sono state delle situazioni reali a suggerirci i testi sul come cavarsela, inventandosi il modo di lavorare, di vivere, portare avanti la propria famiglia. Contro e nonostante tutto».

Mentre il precedente cd, “Eden”, segnava una forte virata verso il pop, “Una nave in una foresta” evidenzia un ritorno, almeno in parte, alle sonorità delle origini con una forte componente elettronica. «La nostra prerogativa – spiega il frontman dei Subsonica – è sempre stata quella di avere una attenzione particolare per quello che è la nostra storia e per quello che è stato il nostro percorso, ma contemporaneamente analizzare i nuovi linguaggi. La musica elettronica ha una capacità di evoluzione quasi giornaliera. Inevitabilmente, amando questo tipo di musica, siamo soggetti alla ricerca “del nuovo”, ogni giorni nasce un nuovo filone. Questo lavoro lo mettiamo al servizio di vere e proprie canzoni. In quanto italiani, abbiamo un amore appassionato per la forma canzone. Se all'interno di questo album si sente qualcosa che richiama il passato dei Subsonica, credo sia abbastanza. Di certo non c'è intenzione ma solo spontaneità come sempre. I nostri percorsi musicali non sono mai pianificati. non sono mai una predefiniti. E' una vitalità comune e tutto viene in base alle idee e alle voglie di tutto il gruppo in quel momento». «Il concerto di Cagliari sarà orientato sull'ultimo album però – conclude Samuel ridendo – Suoneremo anche quei brani che hanno segnato il nostro percorso storico al quale non possiamo sottrarci perché altrimenti verremo linciati».

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