Riconosciamo le eccellenze della cultura occidentale
Papa Ratzinger lo ha detto a Castel Gandolfo ai primi di luglio: «Nell’ambito delle diverse culture e religioni è presente una grande letteratura, una grande architettura, una grande pittura e grandi...
Papa Ratzinger lo ha detto a Castel Gandolfo ai primi di luglio: «Nell’ambito delle diverse culture e religioni è presente una grande letteratura, una grande architettura, una grande pittura e grandi sculture. E ovunque c’è anche la musica. E tuttavia in nessun altro ambito culturale c’è una musica di grandezza pari a quella nata nella fede cristiana: da Palestrina a Bach, a Händel, sino a Mozart, Beethoven e Bruckner. La musica occidentale è qualcosa di unico, che non ha eguali nelle altre culture».
Mentre i terroristi dell’Isis sgozzano e stuprano, distruggono le vestigia di civiltà millenarie, nonché i simboli monumentali della cultura cristiana, Ratzinger, il papa contemplativo, riflette con finezza sulla grande arte, con una sensibilità quasi relativista, con una certa attitudine alla comparazione: per sostenere l’unicità della musica occidentale nata dal seno del cristianesimo. E fa diversi nomi: ma sarebbe bastato quello, gigantesco, di Bach.
Ecco: non si diventa di certo eurocentrici se, alla luce d’un raffronto sereno, s’arriva a tale conclusione. Non vogliamo parlare di grandezza? Bene: parliamo allora di impareggiabile complessità. Accettare il confronto, aprirsi all’“altro”, non può però esimerci dal riconoscere le nostre eccellenze. Credo sia giunto il momento che i sensi di colpa della cultura occidentale, seppure motivati, siano finalmente dismessi.
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