La Nuova Sardegna

Il dramma di 963 profughi

di Stefano Ambu
Il dramma di 963 profughi

Trasportati a Cagliari da un cargo norvegese. Molti minori e donne incinte

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CAGLIARI. Ha affrontato il viaggio con il pancione. Prima la traversata pericolosissima e senza garanzia di approdo con la grossa barca. E poi quella più sicura (con acqua e cibo a disposizione) con la nave norvegese che ha tratto in salvo lei e altri quattromila migranti in mezzo al Mediterraneo. Da ieri è al sicuro, sta bene. La Sardegna sarà probabilmente il luogo di nascita del suo bambino: è incinta di nove mesi. L'isola, dalla Siem Pilot, è apparsa intorno alle 6.30: un'alba in tutti i sensi per i 963 ospiti della nave arancione scuro approdata ieri mattina al molo Rinascita. I numeri: 699 uomini, 218 donne. E 69 minori. Una decina di loro, i viaggiatori più piccoli, sono da soli, non accompagnati dalla famiglia.

Approdo provvisorio. Per molti dei nuovi profughi, più in generale, la Sardegna sarà solamente un punto di appoggio per il grande salto nel nord Europa: dei 331 eritrei appena sbarcati a Cagliari, un’ottantina questa mattina dovrebbero essere già a Genova dopo il trasferimento nel pomeriggio a Porto Torres. Per gli altri una sosta probabilmente un po' più lunga. Alcuni dovrebbero partire in giornata da Cagliari verso Civitavecchia. Algtri ancora forse lasceranno l’isola via Olbia. Anche se il futuro sarà altrove.

Viaggi più lunghi. Comunque un destino lontano dalle "vecchie" province di Cagliari (457 persone accolte, compresi gli eritrei), Sassari (291), Nuoro (195) e Oristano ( 90): piccole e temporanee patrie. Saranno ospitati in strutture che hanno accolto nei mesi scorsi tantissime persone in fuga nel turn over della solidarietà.

L’attesa. I migranti sono sbarcati alle 8: ad attenderli al porto di Cagliari, a poche decine di metri dagli imbarchi Tirrenia, il solito campo attrezzato dal giorno precedente con una tensostruttura per ricoverare tutti all'ombra in attesa delle visite sanitarie e dell'identificazione. Oltre la donna al nono mese, altre dieci compagne di viaggio in stato di gravidanza.

I soccorsi. «Appena sbarcati numerosi dei migranti sono stanchi e provati dal grande caldo – ha riferito il comandante della Direzione marittima di Cagliari, Vincenzo Di Marco – Alcuni di loro sono disidratati ma stanno ricevendo tutta l'assistenza necessaria». Stanchi sì, ma si vede negli sguardi anche qualcosa di diverso: ora c'è la speranza davanti ai loro occhi. Parlottano, aspettano diligentemente fuori dai tendoni delle visite e del l'identificazione.

Aree di origine. Molti provengono dall'Africa subsahariana con venti etnie differenti unite dalla necessità di scappare da guerre e miseria. Tanti altri sono arrivati dall'Asia Minore: un'ottantina dalla Siria. Ma ci sono anche fuggiaschi originari di Palestina, Bangladesh e Yemen. Per numerosi eritrei c'è subito un pullman e un mini viaggio, non più di dieci minuti, per la Fiera, centro di accoglienza già collaudato come alternativa ai bivacchi in piazza Matteotti e sotto i portici di via Roma.

Richieste di aiuto immediato. «Servono volontari e beni di prima necessità - è l'appello del direttore della Caritas diocesana di Cagliari, don Marco Lai- In particolare occorrone scarpe e indumenti per uomini, donne e bambini. Non possiamo guardare il mondo solo dal punto di vista dell'Occidente e non è con le chiusure delle frontiere che si evita questa mobilita' forzata, serve un approccio nuovo».

L’accoglienza. Gli interventi, al porto, si sono concluse nel pomeriggio: poi le partenze per le strutture di accoglienza di tutta l'isola. «La presidenza della Regione - si legge in una nota - esprime soddisfazione per l’ottima riuscita dell’operazione portata avanti in tempi rapidi e senza intoppi e ringrazia tutti coloro che, sin da ieri e per tutta la giornata, hanno dato il proprio contributo - Protezione Civile, Asl, Croce Rossa, forze dell’ordine e volontari». Ad attendere i migranti, ieri, anche l'assessore regionale e vicepresidente della giunta, Raffaele Paci. Sulla banchina era presente poi l'europarlamentare e segretario del Pd sardo Renato Soru.

Transiti. Nel tardo pomeriggio, subito dopo le partenze degli immigrati e delle loro famiglie, smontaggio del campo e pulizia del molo Rinascita. Con il porto di Cagliari restituito al solito tran tran di crocieristi e turisti arrivati per le vacanze. Insomma, tutta un'altra storia.

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