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L’attacco Cgil: continuità da ripensare

L’attacco Cgil: continuità da ripensare

Il segretario Arnaldo Boeddu: «Pochi i posti nei voli in questo periodo e costi esorbitanti, modello da rivedere»

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SASSARI. Successo e flop stanno gomito a gomito. La continuità territoriale diventa sempre più complicata da capire nel suo funzionamento. Da una parte ha contribuito a far crescere in modo esponenziale i passeggeri nei tre aeroporti sardi. Cagliari, Olbia e Alghero sembrano destinati a fissare nuovi record nel 2015. Ma nello stesso tempo ha reso complicato trovare un posto nei voli.

L’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana garantisce che i posti ci sono. E in parte ha ragione, ma bisogna prenotare con largo anticipo e non guardare troppo ai costi. Da più parti arrivano segnalazioni di una certa difficoltà per i residenti a muoversi con gli aerei. E anche i prezzi dei biglietti delle navi restano proibitivi. Anche il sindacato chiede ora una maggiore attenzione per la continuità territoriale. L’accento cade proprio sul futuro della continuità territoriale e sulla Ct2. Il segretario della Filt Cgil non nasconde la sua preoccupazione.

«Molto prima che iniziasse questa stagione estiva avevo messo in evidenza una serie di criticità – dice Boeddu –. Purtroppo avevo ragione. Il diritto per i sardi di potersi muovere liberamente, a prezzi accessibili alla pari di tutti gli altri cittadini italiani e non solo verso Roma e Milano, viene calpestato non solo nella stagione estiva ma, anche nel resto dell’anno». Poi le critiche alla Ct2. «Non essersi mossi in tempo con la Commissione europea per dimostrare che la Continuità territoriale 2, quella che collega la Sardegna con città come Firenze, Bologna, Torino, Napoli e Verona. Non solo non viola nessuna norma – dice certissimo Boeddu – ma, è legittima per la mobilità dei sardi, ha comportato anche in questi mesi un problema dietro l'altro. Adesso, se vogliamo che la carenza di posti nei voli non si manifesti di nuovo nel periodo di Natale e Capodanno bisogna lasciare da una parte le polemiche e fare in modo che la Regione si muova subito».

Secondo Boeddu è impossibile che l’Ue neghi il diritto della mobilità ai sardi. Basterebbe illustrare il meccanismo che si innescherebbe con il taglio delle rotte con la Ct2 e il rischio dell’innalzamento vertiginoso dei costi se le tratte verranno lasciate al libero mercato. «Secondo me l’Ue non ci potrà negare un diritto simile – conclude Boeddu –. Visto il numero dei passeggeri trasportati anche in inverno dalle compagnie rispetto al numero dei posti a disposizione è opportuno riaggiornare e rimodulare i contributi assegnati alle compagnie che si aggiudicano le rotte. Una soluzione da analizzare potrebbe essere quella di non predisporre una gara per ogni singola tratta ma, unire più rotte in un singolo bando.

O predisporre i bandi di gara in modo tale che nei mesi estivi e nelle settimane in cui sono presenti delle giornate di ponte pre e post festivo le compagnie sappiano che sono obbligate a utilizzare un di aerei maggiore rispetto al normale».

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