Sartiglia, alcol test sui cavalieri
Dopo le feste nell’Oristanese tantissimi giovani finiscono al pronto soccorso
ORISTANO. I “puristi” della Sartiglia contestano spesso le contaminazioni e i cambiamenti che la giostra equestre del carnevale oristanese ha subito nel corso degli anni. Anche se è difficile ricondurre tutto a una versione originale in senso assoluto. Le mutazioni sono state continue durante i secoli. E se il “cuore” della manifestazione ha comunque grosso modo conservato immutato l’impianto delle origini, tutto ciò che ruota intorno si è dovuto adeguare ai tempi. C’è chi oggi rimpiange gli anni in cui i cavalli galoppavano tra due ali di folla che si aprivano al loro passaggio, senza bisogno di transenne. Ma la sempre maggiore attenzione del pubblico ha reso necessarie misure di sicurezza ogni anno più rigide. E così è entrata in campo anche la tecnologia. Accertamenti medici sui cavalli e alcol test sui cavalieri, per evitare eccessi che potrebbero essere pericolosi per partecipanti e pubblico. Anche all’Ardia di Sedilo, altra grande manifestazione tradizionale della provincia di Oristano, gli accertamenti medici sono diventati routine.
Accertamenti che sarebbero necessari anche sui tanti, soprattutto giovanissimi, che durante i giorni della festa eccedono nel consumo di alcolici. Ogni edizione della Sartiglia, da alcuni anni, porta in dote un bollettino di guerra di interventi del pronto soccorso su giovanissimi al limite del coma etilico. Una volta c’era il bicchiere di vernaccia, ora molto di più. L’altra faccia di una festa che della compostezza e del rigore, almeno nella fase della corsa alla stella, ha sempre fatto un elemento di distinzione.
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