Orrore in Austria, decine di corpi nel tir
I cadaveri dei profughi ritrovati in un camion frigo lungo l’autostrada. Naufragio al largo della Libia, è una nuova strage
ROMA. Accatastati uno sull’altro, morti asfissiati dentro il cassone frigorifero di un camion che li portava dall’Ungheria all’Austria. La conta dei corpi è ancora incerta, ma la scoperta avvenuta ieri lungo l’autostrada tra il lago Neusiedl e Parndorf, nel Burgenland, è la conferma che l’orrore non ha fine nell’ondata migratoria senza predecenti a cui l’Europa assiste. Una crisi epocale in cui le stragi sono ormai cronaca quotidiana: secondo una notizia diffusa in serata dalla Bbc, centinaia di persone potrebbero essere morte nel naufragio di due barconi al largo della città libica di Zuwara con a bordo fino a 500 migranti. In precedenza si era parlato di un barcone con 200 persone a bordo colato a picco, con almeno dieci vittime.
L’Austria è sotto choc: decine di cadaveri, forse 50, sono stati ritrovati all’interno di un camion frigorifero abbandonato in un’area di sosta della A4. Il veicolo ha richiamato l’attenzione di un dipendente della Asfinag, la società autostradale, perché era fermo da ore. I profughi, secondo gli inquirenti, sarebbero morti da un giorno e mezzo o due. «È difficile verificare quanti corpi ci siano, noi riteniamo almeno 20, ma potrebbero essere anche 40 o 50» ha detto il capo della polizia Hans-Peter Doskozil, spiegando che il recupero si concluderà solo oggi. La targa del tir è ungherese, in uso a un cittadino rumeno che aveva comprato il mezzo da una ditta slovacca. Del conducente non c’è traccia, ma la polizia è a caccia di testimoni: «Quello ritrovato non è un camion solitamente usato per la tratta dei profughi» ha affermato Doskozil.
«Questa tragedia ci ha commosso tutti, i trafficanti di esseri umani sono dei criminali» ha detto il ministro dell’Interno austriaco Johanna Mikl-Leitner, che ha chiesto alla Ue di istituire nel più breve tempo possibile centri di accoglienza ai confini dell’Unione «per permettere il trasferimento in sicurezza dei profughi nei 28 Stati membri».
La tragedia ha dominato il Vertice dei Balcani occidentali convocato ieri a Vienna con il focus sulla drammatica ondata migratoria, presenti la cancelliera tedesca Angela Merkel, oltre a rappresentanti di Austria, Francia, Italia e Unione europea. «È una notizia tragica, che dimostra quanto è importante salvare vite umane lottando contro i trafficanti» ha detto il cancelliere austriaco Werner Faymann a cui il premier italiano Matteo Renzi ha espresso solidarietà parlando di «morte assurda».
«Siamo sconvolti da questa notizia agghiacciante - ha dichiarato Merkel - È un ammonimento all’Europa a offrire solidarietà e a trovare soluzioni». Il primo passo è la creazione degli hotspot: «Abbiamo raggiunto con Italia e Grecia l’accordo sul fatto che i centri di registrazione debbano essere allestiti entro la fine dell’anno - ha annunciato - ma gli altri Paesi devono essere pronti ad accogliere la loro quota di asilanti». L’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Federica Mogherini, ha richiamato gli Stati membri «a prendersi le proprie responsabilità».
«Abbiamo presentato l’Agenda sull’immigrazione a maggio, la colpa è degli Stati membri» ha attaccato il presidente Jean-Claude Juncker. La Commissione punta a proporre entro fine anno un meccanismo permanente, vincolante e con quote per ripartire i richiedenti asilo,sistema che sarebbe già una «eccezione» al regolamento di Dublino.
Macedonia e Serbia, da settimane sotto una fortissima pressione migratoria, hanno chiesto l’intervento della Ue, ma il premier serbo Aleksander Vucic ha assicurato che il suo Paese non chiuderà i confini: «Non alzeremo muri». Ma la rotta balcanica è rovente: in Ungheria in 24 ore sono stati registrati tremila arrivi. Il “muro” voluto dal governo non frena la marea: per questo le autorità hanno inviato alla frontiera 2.100 poliziotti.
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