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SUI BARCONI MUOIONO I PIÙ POVERI

di FERDINANDO CAMON

di FERDINANDO CAMON Come mai succede così spesso di trovare decine di cadaveri nei barconi dei migranti? La traversata è una selezione crudele. Una parte dei viaggiatori si salva e sbarca in Europa e...

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di FERDINANDO CAMON

Come mai succede così spesso di trovare decine di cadaveri nei barconi dei migranti? La traversata è una selezione crudele. Una parte dei viaggiatori si salva e sbarca in Europa e vivrà, una parte muore e finisce in tombe senza nome. In un barcone di 500 viaggiatori ci sono spesso, nella stiva, una cinquantina di cadaveri. È una selezione di razza, tra i neri (una volta eran detti “negri”) e i magrebini? Tra i più colti e gl’ignoranti? Tra i più integrabili e i meno integrabili? Tra chi sa lavorare e chi non sa? No. Anche da noi, che stiamo attraversando una crisi che non finisce mai, è in atto una selezione, tra chi ne uscirà bene e starà meglio di prima, e chi ne uscirà male e starà peggio. Ma la distinzione avviene tra chi ha soldi e chi non ne ha.

È una selezione classista, non razzista. Certo, anche le classi sono razziali, e nei barconi i magrebini del Nord Africa urlano ai “neri-neri”, i “black-black”, di andar giù, nella stiva. Dove li chiudono a chiave, e se la nave affonda non gli aprono. Anche tra gli immigranti la vita ha prezzi diversi. Loro credono (i magrebini, specialmente gli egiziani) che i neri-neri siano semi-umani o semi-animali, sempre in procinto di diventare prede del demonio, e credono che quando muoiono, giù nella stiva, sia perché il diavolo s’è impossessato dei loro corpi. Mostrano, quando entrano nei nostri porti, i morti nella stiva, che hanno mani e piedi legati. Glieli hanno legati loro, quelli che viaggiano in coperta, perché scendendo a controllare quelli della stiva li vedevano che muovevano collo e testa a scatti, come se dentro di loro ci fosse uno spirito maligno, che li dominava. In realtà quelle sono le convulsioni dell’asfissia. Privo di ossigeno, il cervello scatena questi scatti involontari, e poi si spegne. È il destino di molti neri-neri, maliani, gambiani, senegalesi, sudanesi, ivoriani. Che possono pagare meno della metà il prezzo del viaggio rispetto a siriani, tunisini, egiziani. Anche l’Africa ha un Nord e un Sud, e il Sud è povero. Non è razzismo, o, se è razzismo, è fondato sulla ricchezza.

I mezzi della traversata sono distinti per classe, come da noi i treni: ci sono i treni locali per i pendolari e le Frecce per gli uomini d’affari. Così per i migranti c’è la distinzione tra i barconi e i gommoni. I gommoni sono molto più rischiosi. Si sgonfiano facilmente. Hanno un motorino debole. Avanzano a pelo d’acqua. Alle prime ondate, imbarcano acqua e vanno giù. Costano poco, ma quel che compri è la morte. Comunque “compri”, cioè paghi. Non parliamo dunque di “tratta degli schiavi”. Qui non ci sono schiavi venduti da un padrone e costretti a entrare nella barca a colpi di frusta. Questa è gente che paga per entrare.

L’Europa non li vuole ma non perché sono neri o marroni o musulmani. Non li vuole perché sono poveri, non hanno soldi e non producono soldi, non sanno fare niente. Adesso a maltrattarli più degli altri sono tedeschi e ungheresi, guarda caso due popoli uniti nell’ultima guerra mondiale da un razzismo estremista. Gli ungheresi lo dicono: «Portano fame, miseria,. bisogno di assistenza, problemi per la Sanità». I tedeschi bruciano i ricoveri degli immigrati, sperando che loro siano dentro, non fanno dichiarazioni ma si fanno fotografare con le teste rasate e la svastica tatuata sulla nuca. La Germania è il Paese più ricco d’Europa, ma se questi migranti ci entrano a centinaia di migliaia rischia di diventare povero. Da qui la cacciata dei migranti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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