La Nuova Sardegna

Guerra di ricorsi e controricorsi, in Consiglio ora si teme il caos

di Silvia Sanna

Possibile reazione a catena dopo la sentenza che ha mandato a casa Arbau, Sale, Azara e Fenu A breve il giuramento in aula delle new entry Zanchetta, Gaia, Congiu e Lampis

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SASSARI. Ora si teme la reazione a catena. Perché, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha spalancato le porte della Regione a quattro candidati alle scorse elezioni regionali, molti altri non eletti potrebbero cercare una seconda chance. Le questioni sollevate dai giudici – quozienti e calcolo dei resti – potrebbero innescare una guerra all’ultimo voto. Soprattutto tra i partiti più piccoli che compongono la geografia politica dell’aula. Nel frattempo, il consiglio regionale si rimette in marcia. Tra una decina di giorni, due settimane al massimo, è attesa la prossima convocazione.

Le tappe. Si riparte martedì 1 settembre, con due appuntamenti cruciali ed essenziali: la giunta per le elezioni e la conferenza dei capigruppo. Alle 11 si riunirà la giunta per le elezioni, l’organismo che già a fine luglio – dopo il primo verdetto del Tribunale – aveva dichiarato decaduti i consiglieri Efisio Arbau, Michele Azara e Gavino Sale (esponenti della maggioranza di centrosinistra) e Modesto Fenu (in forza all’opposizione. Non solo. La giunta per le elezioni era andata oltre. Aveva individuato anche il quarto consigliere, Gianni Lampis dei Fratelli d’Italia, che subentra agli uscenti insieme a Pierfranco Zanchetta e Antonio Gaia (Upc) e Gianfranco Congiu (Partito dei Sardi), i tre vincitori del ricorso. Spiega Eugenio Lai, presidente della giunta per le elezioni: «Martedì dobbiamo ripartire da quanto stabilito a fine luglio. Siamo chiamati a esaminare la nuova sentenza del Consiglio del Stato e a prenderne atto. A quel punto, per la seconda volta, dichiareremo decaduti i quattro consiglieri con cui abbiamo condiviso più di un anno e mezzo di attività consiliare. Dispiace molto doverli salutare». Anche se la parola fine sulla vicenda non è scritta, anzi.

I rischi. «C’è da aspettare la Cassazione e l’esito del ricorso presentato dall’ufficio di presidenza. Ma c’è la possibilità che piovano anche altri ricorsi – spiega Eugenio Lai –. C’è per esempio chi pensa che l’Upc non abbia diritto a piazzare due consiglieri, quindi l’ingresso di Zanchetta e Gaia potrebbe essere messo in discussione». Anche il gruppo dei Rossomori è preoccupato per il possibile caos creato da ricorsi e controricorsi: Emilio Usula e Paolo Zedda, esprimono «disappunto» per la mancata conferma della sospensione». «Oltre a privare il Parlamento sardo di quattro validissimi rappresentanti democraticamente eletti, infatti, si apre la strada ad una sequela di ricorsi potenzialmente in grado di generare il caos istituzionale e la destabilizzazione del Consiglio - affermano i due consiglieri che insieme con Gavino Sale facevano parte del guruppo Soberania e Indipendentzia.

I nuovi ingressi. Per ora, la certezza è che i quattro nuovi consiglieri potranno prendere posto tra i banchi del Consiglio e ci resteranno sicuramente almeno sino alla fine dell’anno. Martedì a mezzogiorno, un’ora dopo la giunta per le elezioni, si riunirà la conferenza dei capigruppo alla quale spetta stabilire la data della prossima seduta del consiglio regionale. Che, probabilmente, si riunirà entro la prima decade del mese. In apertura il giuramento dei nuovi quattro davanti al presidente dell’aula Gianfranco Ganau. A quel punto il quadro sarà ricomposto e i lavori, nuovi intoppi permettendo, potranno finalmente ripartire.

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