Keller, un’altra fabbrica nell’oblio
L’azienda di Villacidro che produceva carrozze per treni non ha un futuro: restano a terra 276 dipendenti
VILLACIDRO. Dalla morte all’oblio: a cinque mesi o poco più dal suo fallimento ufficiale sancito dal tribunale civile di Cagliari, la Keller Elettromeccanica sembra finita nel dimenticatoio, neppure se ne parla più. Un’altra fabbrica da consegnare, nell’area produttiva di Villacidro, all’archeologia industriale, come già avvenuto a inizi e fine anni Novanta a Snia, Filati Industriali, Enichem e Nuova Scaini, giusto per citare i colossi che hanno caratterizzato a fine secolo scorso la vallata campidanese sotto il compendio montano del Linas. Sembrano essersi arresi un po’ tutti: maestranze, sindacati, politici, amministratori locali del territorio e Regione Sardegna. Finiti con un inappellabile flop tutti i tentativi più o meno reali (e credibili) di vendere il ramo aziendale e stabilimento a gruppi industriali di fatto mai materializzatisi, sembrerebbe rimasta una sola via praticabile: la vendita a pezzi della fabbrica giusto per pagare i creditori. Ma ci sarà chi è interessato a portarsi via dalla procedura fallimentare le parti singole della fabbrica per utilizzarle poi altrove? Una strada anche questa in salita, la sensazione è che dopo la morte, per la Keller ci sarà anche la sepoltura. I 276 dipendenti dello stabilimento di Villacidro, più 190 circa del sito secondario di Carini, in Sicilia, sono stati tutti licenziati dopo cinque anni di cassa integrazione e mobilità in deroga. Ma a credere in un miracolo di riapertura della fabbrica erano rimasti una cinquantina o poco più, gli altri avevano già nel tempo metabolizzato che per la Keller non ci sarebbe stato un futuro e neppure più partecipavano a manifestazioni, sit-in e assemblee varie indette dalla TRsu aziendale e dai leader sindacali territoriali di Fiom Gianluigi Marchionni e Fsm Marco Angioni. Speravano che la Regione e il Ministero dello sviluppo economico trovassero i canali giusti per portare a Villacidro un gruppo industriale internazionale interessato a rilevare la fabbrica di carrozze ferroviarie e riavviare la produzione in un settore in forte espansione come quello del trasporto collettivo su rotaia. Si chiedeva loro di fare da mediatori e attirare imprenditori con la prospettiva di un sostegno economico e strutturale. Ma tutto è finito in un silenzio assordante. Se qualcosa semmai si poteva fare, occorreva farla prima che arrivasse il fallimento. Gli ultimi cinque anni di crisi della fabbrica sono passati senza grandi sussulti, con l’azienda in liquidazione e il commissario impegnato a cercare acquirenti in giro per il mondo. Poi la parola fine, scritta dai giudici. La Keller appartiene al passato, la sua esistenza è durata solo 30 anni.
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