In 20 giorni escalation di battaglie
Tutto nel giro di venti giorni. La data dell'esplosione in piazza della protesta dei docenti sardi è indicata nel nome di un comitato: "Valigie del 10 agosto". Quel giorno prof e maestri avevano...
Tutto nel giro di venti giorni. La data dell'esplosione in piazza della protesta dei docenti sardi è indicata nel nome di un comitato: "Valigie del 10 agosto". Quel giorno prof e maestri avevano invaso il Consiglio regionale. Portando con loro i trolley. Ma anche i figli e i genitori. Il giorno successivo la rivolta, dopo un'assemblea promossa dal deputato Mauro Pili, si era trasferita sotto il palazzo della Giunta: ancora sit-in. Erano i giorni degli appelli disperati prima della scadenza per presentazione della domanda di assunzione, il 14 agosto. Un altro clamoroso sit-in, invece, in aeroporto. Le "Valigie", alcune in costume tipico, avevano avvisato: se ci trasferiranno insegneremo in sardo. La battaglia è ripresa subito dopo Ferragosto: gli insegnanti si sono dati appuntamento al Poetto per lanciare in mare un messaggio di Sos in una bottiglia al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini. Poi l'appello al Papa: ci potrebbero essere sviluppi nei prossimi giorni. Giovedì scorso c'è stata una manifestazione davanti all'ufficio scolastico regionale indetta dai sindacati. Ieri gli Stati generali. I docenti non si fermano: lunedì e mercoledì in programma nuove mobilitazioni a Sassari. Non saranno le ultime. (St. Am.)
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