La Nuova Sardegna

Qatar, investimenti sì ma prima regole certe per le costruzioni

di Guido Piga
Qatar, investimenti sì ma prima regole certe per le costruzioni

Il capo del fondo sovrano prevede accordi su tempi lunghi L’assessore Erriu però rilancia: «Noi pronti entro l’anno»

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OLBIA. «Il nostro è un investimento a lungo termine». Così ha detto a Olbia il nuovo capo del fondo sovrano del Qatar, Qia, dal 2012 proprietario della Costa Smeralda. Quella usata da Abdullah Mohammed Al Thani, davanti al governatore sardo Francesco Pigliaru, ai sindaci Gianni Giovannelli (Olbia) e Alberto Ragnedda (Arzachena), è una formula già nota in Gallura. È la stessa che adoperò l’Aga Khan per definire i suoi, di progetti: “piano di investimenti a medio-lungo termine”, frase usata nel 1972, poi nel 1983 e infine nel 1996 (anche se poi fu assorbita da quella, più corta ed efficace, di Masterplan).

Nessuna differenza, allora, tra un investitore e l’altro? Sì. Perché quelli dell’Aga Khan erano progetti veri, con tanto di cubature da spalmare in Costa Smeralda nell’arco di 20-25 anni e mai realizzate. Quelli del Qatar non esistono più sulla carta. E - come sottolineato dal Qatar nel vertice con la Regione e i Comuni - esisteranno quando ci sarà la nuova legge urbanistica regionale.

Il punto economico rilevante della visita in Gallura di Abdullah Mohammed Al Thani, la prima da quando è capo del fondo Qia, è questo: la Costa Smeralda cambierà volto solo tra anni. Dalla fine del 2016 in poi. Non un anno a caso. Perché è quello entro cui - come ribadito da Pigliaru, giovedì scorso, e dall’assessore regionale all’Urbanistica Cristiano Erriu - la Regione avrà una nuova legge urbanistica. Una legge capace di superare quelle del 1989 (la numero 45) e del 1993 (la 23) - che prevedevano gli accordi di programma - e di stabilire che cosa si può fare sulle coste.

«Il testo della nuova legge è pronto - spiega l’assessore Erriu -. Andrà in giunta per l’approvazione, poi in consiglio regionale. Sarà un dibattito aperto a tutti, perché è una legge fondamentale. Ma manterremo l’impegno: entro il dicembre del 2016 sarà approvata».

Un percorso lungo, questo. Che Regione e Qatar, con i Comuni, si sono impegnati ad affrontare insieme, alla luce del sole. Senza fretta, per i proprietari della Costa Smeralda. A Porto Cervo la linea è abbastanza chiara: per programmare un investimento milionario e globale è necessario avere un quadro normativo definito, certo.

Nell’attesa, tutti gli altri piani sono destinati ad andare in stand by. Teoricamente, il Qatar potrebbe ampliare il Cala di Volpe e ristrutturare gli stazzi, misure permesse dal decaduto piano casa; potrebbe avviare il restyling del centro di Porto Cervo e abbattere il cantiere nautico del Marina per costruirci un hotel, scelte consentite dal piano paesaggistico.

Ma questi passaggi - prima anche della visita di Abdullah Al Thani e con la precedente assegnazione dei poteri a Franco Carraro sul piano di sviluppo dei 2300 ettari inedificati - sono stati congelati da Doha in attesa di poter programmare un solo (grande) piano, e non tanti (piccoli) piani.

In altri termini - salvo sorprese, sempre possibili - con la frase “investimento a lungo termine” nessun cantiere sarà aperto nei prossimi anni. La Costa Smeralda è chiamata a puntare su quello che ha, dunque, per far arrivare ancora più turisti d’estate, e magari allungare la stagione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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