La Nuova Sardegna

Sassari, assemblea generale dei precari del Nord Sardegna contro la “buona scuola”

di Pier Giorgio Pinna

Convocata per lunedì 31, prevista anche la partecipazione di studenti. E mercoledì 2 settembre vertice promosso da tutti i sindacati

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SASSARI. È una lotta senza confini. Domani mattina, lunedì 31, assemblea generale alle 10.30 nel salone Mastino di via Rockefeller, vicino alla sede della Federazione lavoratori della conoscenza, la Flc. La riunione, riservata a prof e studenti, è promossa dal coordinamento “Docenti autorganizzati del Nord Sardegna contro la riforma in difesa della scuola sarda».

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Ma non è finita qui. Due giorni dopo, mercoledì mattina alle 10, nell’aula magna dell’Istituto per geometri, sempre a Sassari, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Confsal, Gilda e Cobas promuovono un’altra prova di forza: secondo round aperto a tutti «per discutere strategie efficaci e limitare i danni della nuova normativa».

La prima riunione segue il sit-in indetto martedì scorso in piazza Tola: Un cerchio contro l’emigrazione, ricordano alcuni promotori come Paola Bazzoni, Cristiano Sabino e Simonetta Mannoni.

È una contestazione a tutto campo di quella che Matteo Renzi e Stefania Giannini hanno ribattezzato la Buona scuola. Non solo una reazione al rischio-deportazioni, dunque.

«Dobbiamo individuare una linea comune per opporci alla legge e avanzare proposte concrete perché la Regione metta in atto una politica di difesa, esigendo gli stessi diritti ottenuti da Valle d’Aosta, Trento e Bolzano», affermano Mannoni, Sabino e Bazzoni.

«Unu chircu pro s’iscola sarda e contra a su disterru», ribadiscono inlimba i tre docenti. E rilanciano l’idea di sfruttare le opportunità offerte dallo Statuto autonomo per valorizzare il sardo anche per quel che riguarda l’insegnamento e l’assegnazione delle cattedre di ruolo nell’isola.

Nei giorni scorsi “i prof autorganizzati” del Nord Sardegna hanno indossato maschere bianche di protesta. «Perché questa legge – spiegano ancora – è ugualitaria solo nel togliere diritti ai lavoratori, agli studenti e alle loro famiglie: ci trasforma tutti in fantasmi senza volto e senza storia, cancella con un colpo di spugna i diritti e ricatta in modo barbaro i lavoratori».

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Ed è evocando il pericolo-deportazione che i “prof autorganizzati” rammentano che la Sardegna non è una regione come le altre: «Non lo è – incalzano – perché non ci si può spostare via terra e non ci sono gli stessi collegamenti tra altre zone: in diversi periodi i prezzi di aerei e navi superano i 400 euro a persona».

Dure critiche alla riforma, poi, dai rappresentanti delle sigle sindacali promotrici dell’appuntamento di mercoledì. «Il mondo della scuola e l’intera Italia democratica non possono permettere l’entrata in vigore di un modello aziendalistico, privatistico e autoritarico come questo – denunciano – L’attuazione di norme del genere non produrrà qualità, ma solo una scuola divisa e attraversata da mille tensioni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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