Un parco nel deposito delle scorie nucleari: idea della Sogin che bandisce un concorso

Una manifestazione di protesta contro il deposito delle scorie nucleari

Architetti e studenti invitati a presentare progetti: 50mila euro al vincitore. Cresce l’allarme sulla Sardegna come possibile sede del sito

SASSARI. Un parco green, con un centro di ricerca internazionale chiamato a studiare metodi sempre più evoluti nel campo della salvaguardia ambientale. Un progetto bio, a leggere l’avviso che chiama a raccolta professionisti – architetti e ingegneri – ma anche studenti di facoltà tecniche, invitati a immaginare il volto del futuro Parco tecnologico: peccato che la mega struttura sorgerà all’interno del deposito nazionale di scorie radioattive. A mettere in piedi il concorso di idee è infatti la Sogin, la società che per conto del Governo dovrà gestire il trasferimento delle scorie nell’area prescelta.

Ancora, infatti, non si conosce quale sarà il sito: stando alle ultime comunicazioni, il mistero dovrebbe essere svelato a settembre. Nell’isola, dove la campagna contro le scorie portata avanti dal Comitato “No Nuke” e da diverse associazioni ambientaliste non si è mai fermata, sono già annunciate nuove manifestazioni proprio per il mese prossimo.

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Intanto fanno discutere non poco la campagna pubblicitaria e le varie iniziative della Sogin, messe in campo con l’obiettivo evidente di rendere meno odiosa l’immagine del deposito nucleare e di tutto ciò che vi ruota intorno. Il concorso di idee per il Parco tecnologico è una delle prime iniziative adottate: entro il 30 ottobre potranno essere presentate le proposte di tipo architettonico, tutte saranno valutate da una giuria di esperti, le prime 15 saranno premiate. Sogin e Ministero sono generosi: 50mila euro alla proposta vincitrice presentata da un professionista (singolo o in squadra),20mila euro ciascuno alle altre 9. Alle 5 migliori idee presentate dagli studenti andrà invece un rimborso spese di 1000 euro ciascuna.

Tutte le proposte saranno esposte durante gli eventi che si svolgeranno nel corso della consultazione pubblica prevista nell’iter di localizzazione del deposito. Gli importi stanziati per il concorso di idee sono comunque una goccia all’interno della somma complessiva – intorno ai 3 milioni – destinata alla campagna di comunicazione che viaggerà in tv, alla radio, nel web, e che punta a trasformare la presenza del deposito da spauracchio a opportunità, economica e scientifica, per il territorio prescelto. Missione quasi impossibile.

L’area deve rispettare alcune condizioni. Escluse le aree vulcaniche, quelle sotto la soglia di 700 metri sul livello del mare o a una distanza inferiore ai 5 chilometri dalla costa, a rischio frane o inondazioni. Ancora, non potranno scelti territori a una distanza inferiore di un chilometro da autostrade, strade extraurbane e ferrovie. Altra caratteristica, l’area per chiari motivi non può essere sismica. È facile capire perché in Sardegna perché la guardia resta alta. E i pogetti bio fanno storcere un po’ il naso.

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