La Nuova Sardegna

Valzer dei consiglieri lettera diffida di Arbau

di Luca Rojch
Valzer dei consiglieri lettera diffida di Arbau

Oggi la giunta per le elezioni decide il subentro dei quattro imposti dal giudice Ma il leader della Base invia una memoria in cui promette ancora battaglia

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Poltrone girevoli. Doveva essere poco più di una formalità. La presa d’atto della Giunta per le elezioni della sentenza del Consiglio di Stato. Quella che ha risbattuto fuori dall’aula di via Roma quattro consiglieri. Efisio Arbau, Michele Azara (La Base), Modesto Fenu (Mzf) e Gavino Sale (Irs). Al loro posto Pierfranco Zanchetta, Antonio Gaia (Upc), Gianfranco Congiu (Pds) e Gianni Lampis (Fdi).

Sliding doors. Doveva essere una formalità. In consiglio doveva andare in scena il ribaltone del controribaltone. L’ultima puntata delle trame parallele in cui la verità dura una manciata di settimane. I quattro consiglieri eletti devono lasciare il seggio. Lo dice un giudice. Preparano i bagagli. Un altro dice il contrario. Disfano le valige. Un terzo riconferma la prima interpretazione. Così Zanchetta e soci mettono per la terza volta giacca e cravatta e si preparano a entrare in aula. Ma come nelle migliori telenovele c’è ancora l’ultima puntata. Il pronunciamento della Cassazione sul ricorso presentato da Arbau. Atteso per la fine dell’anno. E tutto potrebbe ancora cambiare. Sliding doors.

Il colpo del colpo di scena. In realtà qualcosa già potrebbe accadere prima. Oggi si riunisce la Giunta per le elezioni. Deve ratificare la decisione del consiglio di Stato. Ma a mettere sul tavolo un macigno ci pensa una lettera scritta da Arbau, ma firmata anche da Michele Azara e Modesto Fenu. Memoria gentilissima nei modi, ma fermissima nel contenuto. Arbau si rivolge al presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau. «È nostra intenzione porre alla tua attenzione alcune questioni che riguardano l'operato della Giunta delle elezioni. A a nostro parere sulla vicenda “decadenze e subentri”, la Giunta si è trasformata in una sorta di tribunale amministrativo che, abusando della propria competenza ha esposto me e gli altri consiglieri interessati dalla sentenza del Consiglio di Stato a un danno grave e irreparabile».

In altre parole la giunta per le elezioni sarebbe andata al di là dei propri compiti.

La diffida. Ma la lettera di Arbau va oltre. «La competenza della Giunta è circoscritta dall’ articolo 17 del regolamento interno, in cui si stabilisce che le funzioni sono esercitate sulla base di un regolamento interno che non è stato approvato. La giunta è lasciata nel totale arbitrio di una prassi inesistente su una vicenda giudiziaria che ha prodotto una nuova regola giuridica, con l'introduzione di una soglia di sbarramento inesistente». In altre parole manca un regolamento interno che deve essere approvato dal consiglio regionale perché la giunta possa prendere simili decisioni.

Stop alla soap. Arbau chiude con un messaggio chiarissimo. Pronti, prontissimi a continuare la battaglia legale. «L’ordinanza che ha rigettato l'istanza cautelare da noi avanzata è fondata sulle avventate decisioni della Giunta – scrive Arbau a Ganau –, ti chiedo di porre in essere tutte le necessarie attività perché questa sorta di “soap opera giudiziaria” con protagonisti inattesi i componenti della Giunta delle elezioni non comporti ulteriori e fastidiosi strascichi giudiziari». Per stemperare la tensione Arbau aggiunge a voce: «Abbiamo la massima fiducia nell’operato di Ganau». Ma la memoria presentata dai consiglieri rende più complicata e incerta la decisione della giunta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative