Sanità: blocco delle assunzioni
La Regione con una delibera dice stop al turn over per arginare la spesa
CAGLIARI. Arru questa volta usa la mannaia. Per fermare la spesa fuori controllo della sanità decide il blocco parziale del turn over. La delibera della giunta entra nei dettagli e cerca di mettere un freno a una delle voci di spesa più alta, il personale. Che incide per il 36% sui costi complessivi. «Diamo disposizioni rigide – spiega Arru – e vigileremo perché vengano rispettate. Prevediamo deroghe dove ci sono esigenze reali o situazioni da mettere a rischio la stessa assistenza sanitaria. Le limitazioni delle assunzioni valgono fino a conclusione del processo di riorganizzazione che abbiamo avviato e potranno essere oggetto di revisione periodica».
Nel dettaglio la delibera prevede il blocco parziale del turnover di dirigenti, dipendenti o con altro rapporto di lavoro, ma consente la copertura del 50% dei posti per alcune discipline come: medicina interna, pediatria, psichiatria, chirurgia generale, ginecologia e ostetrica, anestesia e rianimazione e igiene epidemiologia e sanità pubblica, per le quali il numero dei pensionamenti previsto nei prossimi 5 anni potrebbe compromettere i livelli essenziali di assistenza.
Per il resto del personale sanitaria e per gli operatori socio-sanitari sarà consentita una copertura dei posti nel limite del 20%.
Il blocco del turnover sarà totale per amministrativi e tecnici. Non si potrà reclutare ex novo personale che comporti un aumento della spesa a carico del servizio sanitario regionale. Non potranno esserci assunzioni, neanche a tempo determinato, compresi nuovi incarichi di direzione di Unità operative complesse e semplici dipartimentali, di dipartimento e di distretto. Sono escluse anche forme di lavoro flessibile, con l’esclusione di incarichi finanziati con risorse ad hoc.
Sono vietate anche acquisizioni di personale attraverso la mobilità fra compartimenti, aziende e Regione.
Per evitare che le aziende sanitarie eludano i divieti della Regione, quando dovranno acquisire contributi dall’esterno dovranno chiedere un’autorizzazione.
I medici specialisti ambulatoriali, senza l’autorizzazione dell’assessorato alla Sanità, non potranno mettere a bando nuovi turni per ore di attività, né ampliare quelli in atto o ricoprire turni vacanti, tranne in caso di esigenze documentate legate al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza. Una scelta quasi obbligata da parte della Regione che da una parte cerca di portare avanti la riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale, dall’altro cerca di ridurre la spesa sanitaria che da sola divora più di 3 miliardi di euro, oltre la metà delle risorse della Regione.
All’orizzonte anche la riforma delle Asl che dovrà essere discussa nei prossimi mesi e che rischia di portare nuove spaccature all’interno dei territori. Il nuovo assetto delle aziende sanitarie prenderà corpo solo quando la riforma delle Province sarà completata. Anche perché i confini tra Asl ed enti intermedi dovranno coincidere.
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