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TERRORE A CAMPEDA»I RACCONTI

SASSARI. «Mi sono reso conto subito che non poteva essere un incidente. Ho aperto lo sportello e sono salito con i piedi sul gradino dell’auto per vedere meglio. Ero a circa duecento metri e ho...

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SASSARI. «Mi sono reso conto subito che non poteva essere un incidente. Ho aperto lo sportello e sono salito con i piedi sul gradino dell’auto per vedere meglio. Ero a circa duecento metri e ho capito che era in atto una rapina».

Ottavio Sanna, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Sassari, insieme all’autista Roberto Caggiari, è tra i testimoni oculari dell’assalto al furgone portavalori di ieri mattina al chilometro 156 della strada statale 131. È stato tra i primi a intuire la gravità della situazione e a dare l’allarme chiamando il centralino delle forze dell’ordine. L’amministratore era diretto a Cagliari per un incontro alla Regione.

«Da quello che riuscivo a vedere – prosegue l’assessore – ho capito che il commando era formato da almeno otto persone, forse dieci, così ho sentito dire anche dopo. Anche se in realtà io sono riuscito notare i movimenti di sei persone. Hanno sparato parecchi colpi di fucile, una decina sicuri quelli che ho sentito chiaramente».

L’assessore ricorda con preoccupazione il momento in cui è arrivata la Punto della Metropol Sarda e la reazione dei banditi. «Sì, hanno sparato sulla macchina senza esitazione e poi anche al finestrino dell’auto».

Ottavio Sanna rivive anche il momento della fuga dei banditi: «Sono andati via con una macchina scura che avevano sul lato sinistro, dall’altra parte della carreggiata, e su un fuoristrada che hanno requisito a una donna, una veterinaria che era dietro il furgone portavalori. L’hanno fatta scendere e sono saliti a bordo». Ripensando alle fasi della rapina - durata in tutto poco meno di cinque minuti - l’amministratore comunale sassarese racconta il proprio stato d’animo.

«Se abbiamo avuto paura? Credo che sia normale, diciamo però che ero preoccupato, perché alcune signore si sono spaventate quando hanno capito che si trattava di una rapina. Io e l’autista abbiamo cercato di avvertire quelli che stavano dietro, di fermare la marcia e - per quanto possibile - di fare indietreggiare i mezzi per raggiungere una distanza di sicurezza. In questi casi serve lucidità». E l’assessore ha commentato anche il comportamento del commando: «Si vedeva che erano organizzati e professionali – ha concluso – ogni movimento che facevano era studiato, non facevano niente a caso, non mi è sembrato che ci fosse improvvisazione».

L’autista di rappresentanza, Roberto Caggiari, da anni in servizio al Comune di Sassari, quella strada la conosce a memoria. Nella sua vita professionale ci sono centinaia di viaggi, avanti e indietro sulla 131, da Sassari verso Cagliari e ritorno.

«Dal punto in cui mi trovavo io – racconta Roberto Caggiari – mi sono reso conto che c’era una macchina dall’altra parte del guardrail, in direzione Sassari quindi, ma parcheggiata contromano, e ho visto scendere tre persone. Due hanno saltato il guardrail, la terza si è messa subito a sparare in aria. Erano tutti armati. Sono stati attimi di panico ovviamente: l’assessore ha subito chiamato il 113 per segnalare che era in atto una rapina. Io ho fatto retro marcia finchè ho potuto, perché alcune auto che erano dietro di noi si sono bloccate, ma è anche comprensbile considerata la scena che avevamo davanti. Io comunque sono sceso dall’auto per cercare di bloccare i veicoli che stavano sopraggiungendo e avvertire gli automobilisti del pericolo. Una scelta normale, pensata sul momento per cercare di tutelare l’incolumità di tutte le persone presenti». (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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