Bosa, un tuffo nel magico mondo dell’animazione
BOSA. Tutto pronto nella cittadina sul Temo per l’inaugurazione della prima edizione del Festival internazionale dell’animazione (Bosa Animation Awards), il solo in Sardegna interamente dedicato a...
BOSA. Tutto pronto nella cittadina sul Temo per l’inaugurazione della prima edizione del Festival internazionale dell’animazione (Bosa Animation Awards), il solo in Sardegna interamente dedicato a questo genere cinematografico. L’appuntamento è per oggi alle 18.30 nel Centro culturale movimenti artistici periferici (Map), al numero 71 di Corso Vittorio Emanuele II, per un aperitivo di benvenuto ai registi ospiti e alla giuria internazionale, presieduta da Guy Daleiden, il vicedirettore dell’agenzia europea per il Cinema.
Dal Map ci si sposta, alle 20.30, in via Corte Intro per la proiezione all’aperto delle prime undici animazioni in concorso. Il programma è vario e articolato, con alcuni cortometraggi particolarmente adatti a un pubblico di bambini e ragazzi - da “Dji. Death Sails” (Moldavia) di Dmitri Voloshin a “Pawo” (Germania) di Antje Heyn, da “Bubble” della Scuola di animazione di Singapore a “EL trompetista” dei registi messicani Robin Raúl e Reyes Morale - e altri pensati per un pubblico più maturo. Tra questi, va segnalato l'intenso e drammatico “Dad’s Fragile Doll” di Ali Zare Ghanatnowi, ambientato nell'Iran del 1977 quando in tutto il Paese si va intensificando la censura nei confronti degli intellettuali. Riflettono sullo scorrere del tempo, l'uomo e il suo maiale da compagnia protagonisti di “Carrotrope” (Portogallo) di Paulo D’Alva. “Guida” della brasiliana Rosana Urbes si avvale di disegni acquerellati per raccontare come la mezza età sia un momento splendido per rimettersi in gioco. Parlano di passione e difficoltà comunicative nelle relazioni di coppia sia “The Gift” (Cile) di Julio Pot che “The Tale of the Day” di Sheng Yng-Fang (Usa). “Aubade” (Svizzera) di Mauro Carraro è un omaggio al contrabbassista Mich Gerber. “Bendito Machine V”, infine, è il quinto episodio di una serie "in progress" creata dall'animatore spagnolo Jossie Malis e dedicata al rapporto contradditorio, a volte di collaborazione, altre di contrasto, tra l'uomo e le macchine dai tempi dell'invenzione della ruota fino a quelli dei razzi spaziali.
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