Migranti e xenofobi Incontri per capire
A Cagliari tanti appuntamenti oggi al “Marina Cafè Noir” In serata il giornalista e romanziere Gellert Tamas
CAGLIARI. Dopo l'avvio del Festival Marina Cafè Noir nel quartiere di Villanova, il calendario si sposta al Villaggio Chourmo allestito tra il giardino sotto le mura e il Terrapieno. Per l'occasione il tratto di viale Regina Elena tra Bastione e Giardini Pubblici sarà reso pedonale e chiuso al transito delle auto dalle 17 all’una di notte.
Oggi si parte con il primo appuntamento dedicato ai più piccoli per la rassegna “Baby Cappuccino”: in scena lo spettacolo di Gianfranco Liori e Renzo Cugis “Filastrocche'n'Roll”.
I ragazzi assisteranno a un vero e proprio concerto dal vivo, condotto dal duo acustico formato da Renzo Cugis (chitarra e voce) e da Gianfranco Liori (chitarra, ukulele e voce). La finalità è quella di avvicinare i piccoli a un approccio adulto alla musica. Un'ora dopo “Gli alberi non scrivono poesie”, incontro con Silvano Agosti, Beppe Costa e Leonardo Onida. Tre poeti e il loro muoversi, in cammino per le terre di Sardegna, così amata da sentirsene parte. Un progetto e un libro nati dall’amicizia e dalla comune frequentazione delle piazze e dei luoghi della produzione e della diffusione poetica in Sardegna.
A seguire, alle 20, “I migranti e le città”, incontro con Andrea Staid, Francesco Bachins e Mariya Stepanyuk.
Se provassimo a usare gli abusatissimi “noi” e “gli altri”, “nostro” e “vostro”, in una parafrasi dei luoghi comuni più xenofobi, potremmo intitolare l’incontro dedicato ai migranti: “Derubati a casa loro, sfruttati in casa nostra”. La storia che si ripete dello sfruttamento coloniale da cui nascono i flussi migratori contemporanei. A raccontare di questi nuovi “Dannati della Terra”, Andrea Staid e Francesco Bachis, antropologi e attivisti, autori di saggi e ricerche sull’argomento e la mediatrice culturale, da anni operante a Cagliari, Mariya Stepayuk.
Alle 21 “Uno sconosciuto veleno: Europa xenofoba”, incontro con Gellert Tamas.
Un’intossicazione data da un veleno non ancora conosciuto è difficile da riconoscere, e ancora più da debellare. Il veleno è quello della xenofobia, del razzismo e della paura del diverso, che a partire dagli anni ’90 del secolo scorso si rivela nella Svezia, patria della tolleranza, del Welfare e della solidarietà di stampo socialdemocratico. Gellert Tamas è uno dei pochi giornalisti che indaga e insiste con inchieste sul tema, arrivando a scrivere uno dei più bei romanzi d’indagine europei degli ultimi 10 anni: la storia vera di un killer e aggressore seriale di immigrati, ribattezzato dai giornalisti svedesi “L’Uomo Laser” (anche titolo del romanzo). A discutere con lui Maurizio Memoli, docente di Geografia urbana e sociale.
Alle 22 l'omaggio a Luigi Pintor “Una memoria sentimentale” con letture di Francesco Origo. Alle 22.15 due reading/concerti: il primo, “Mapuche, una storia argentina” dal libro di Caryl Ferey, con la voce di Nunzio Caponio e il travolgente psycho-rebel-rock-a-billy dei South Sardinian Scum, a seguire “C'era una volta in Svezia” dal libro di Gellert Tamas, con l'attore Giuliano Pornasio e i King Howl, band stoner-blues sarda dalla vocazione internazionale.
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