La Nuova Sardegna

Sedici milioni per favorire l’export

di Stefano Ambu
Sedici milioni per favorire l’export

La Regione aiuterà piccole e medie imprese con un piano triennale. L’obiettivo: agevolare l’ingresso nei mercati esteri

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CAGLIARI. Prodotti e servizi che sappiano parlare tutte le lingue del mondo. Puntando a superare l'asticella della quota di esportazioni non oil, oggi ferma a 856 milioni. Dodici milioni per finanziamenti e aiuti a favore di piccole e medie imprese, tre per servizi di assistenza, un milione per le attività di promozione e internazionalizzazione. Totale: sedici milioni di euro per migliorare la competitività del sistema economico sardo nei prossimi tre anni.

Si chiama Programma triennale per l’Internazionalizzazione 2015-2018: porta la firma dell'assessorato all'Industria ed è già stato approvato dalla Giunta. «Per la prima volta la Regione si dota di una vera strategia per l’internazionalizzazione e per la prima volta il tema è affrontato in modo trasversale, non più per settore ma prendendo in esame l’intero sistema produttivo regionale - ha detto ieri mattina l’assessore dell’Industria, Maria Grazia Piras durante la presentazione del Piano - Il sistema delle imprese isolane può crescere, creare sviluppo e quindi occupazione, solo guardando al mercato estero. Il nostro tessuto imprenditoriale è formato prevalentemente da piccole e medie imprese che producono beni e servizi di qualità eccellenti ma che, nella maggior parte dei casi, hanno scarsa propensione verso l’export». Il Programma individua i settori produttivi maggiormente sensibili alle esportazioni: agro-alimentare, innovazione e alta tecnologia, energia e costruzioni, mobilità, moda e design. A coordinare le azioni del Programma sarà la Cabina di Regia per la Internazionalizzazione coordinata dall'assessorato dell'Industria su delega del Presidente della Regione. La gestione delle risorse, invece, spetterà alla Struttura Unica regionale di Coordinamento che sarà guidata dall’assessorato dell’Industria. Interventi sono stati presentati dall'assessore Maria Grazia Piras. La Regione ha già indicato le filiere prioritarie per le azioni da mettere in campo. Prima di tutte l'agroalimentare. Oggi (dati 2014) il settore esporta 1% di prodotti agricoli e il 21% di prodotti alimentari, bevande e tabacco per un valore complessivo di oltre 7,9 milioni di euro nella bilancia commerciale, a fronte di importazioni pari a 165 milioni di euro con un saldo negativo di 155 milioni. A trainare l'export sono ancora le sostanze e i prodotti chimici (212 milioni ), i metalli di base (178) e i prodotti derivati dall'estrazione di minerali da cave e miniere (70). Fra le linee di intervento ci sono i contributi per la realizzazione di piani aziendali, per la formazione di export manager, per i piani ad hoc e per il miglioramento per l'accesso al credito.

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