Trasporti, Francesco Pigliaru fa pressing su Graziano Delrio
Dossier Sardegna, il governatore ha illustrato i progetti per la nuova continuità. Il ministro: «Proposte serie e fattibili»
OLBIA. Due ore e mezzo di faccia a faccia per rendere la Sardegna più vicina alla penisola. Il presidente Francesco Pigliaru e il ministro Graziano Delrio si sono incontrati ieri a Olbia per fare il punto sul dossier Sardegna. Il plico di 13 pagine consegnato il 28 maggio dal governatore al premier Matteo Renzi in occasione della sua visita a Olbia. Un fascicolo ricco di interrogativi a cui il Governo aveva promesso di rispondere entro settembre. Dalla continuità territoriale al gap infrastrutturale, all’energia. Problematiche, tutte legate all’insularità, che ai sardi costa un miliardo e cento milioni di euro. Più di ogni altra regione. A questi argomenti ieri governatore e ministro hanno dedicato più di due ore del loro tempo.
Continuità territoriale. «È stato un incontro fruttuoso in cui abbiamo approfondito ulteriormente ciò che Pigliaru si era già detto con Renzi – ha detto il ministro Delrio, in questi giorni in vacanza nella zona di Porto San Paolo –. La proposta della Regione sulla continuità territoriale mi sembra davvero interessante. Credo che possa far fare alla Sardegna un salto di qualità». Il governatore non è voluto entrare nei dettagli della sua idea di continuità territoriale, ma le sue parole richiamano il servizio aereo-navetta tra Cagliari e Fiumicino fortemente voluto dalla sua giunta. «Abbiamo parlato molto di continuità territoriale, della nostra proposta ben articolata – ha spiegato Pigliaru –. Ma ci siamo soffermati anche sul problema del trasporto ferroviario, perché per noi è fondamentale collegare in tempi di percorrenza rapidi, decenti gli aeroporti. Questo è un pezzo della nostra continuità territoriale. Consentire ai sardi, ai turisti di muoversi con ragionevole velocità tra i tre aeroporti significa migliorare enormemente le condizioni di mobilità».
Treni veloci. Parlare di miglioramento del trasporto ferroviario inevitabilmente vuole dire adottare i treni veloci. «Dobbiamo metterli a disposizione dei nostri cittadini in tempi rapidi – ha aggiunto Pigliaru –. Stiamo ragionando sull’ipotesi di avere una percorrenza tra Cagliari, Sassari e Olbia finalmente a livello civile. Con grandissimi vantaggi per noi e per chi viene in Sardegna a lavorare o per turismo. La mobilità interna non può essere separata da quella esterna. A maggior ragione in un sistema di trasporto aereo molto complesso in cui non c’è bisogno di aeroporti in concorrenza l’uno con l’altro, ma che facciano parte di uno stesso sistema».
Un ponte con l’Italia. Per Pigliaru la nuova continuità aerea «deve essere qualcosa che somiglia a un ponte, che dà certezza di mobilità nei tempi e naturalmente nei costi. Siamo convinti che dobbiamo trovare il punto di equilibrio tra la parte che andrà regolamentata e quella in libero mercato».
Gap infrastrutturale. L’idea di Pigliaru viene promossa a pieni voti dal ministro Delrio. «La Sardegna ha un deficit infrastrutturale serio – ha detto il ministro –. E il governo ha la priorità di investire sui sistemi metropolitani urbani e sulla rete ferroviaria regionale: gli aeroporti devono essere interconnessi con le ferrovie. Ebbene, le nostre priorità si sono incrociate bene con le indicazioni della Regione. Io, dunque, sono ottimista. E per due motivi. Innanzitutto, abbiamo la stessa visione di sviluppo della Sardegna e poi perché la Regione ha le idee chiare. Sa cosa c’è da fare, e anche subito: interventi seri, certi e fattibili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
