A bordo si servono 1200 pasti al giorno
«Durante le emergenze, spesso per giorni consecutivi, seicento pasti a pranzo, seicento pasti a cena. Ben serviti. Con semplicità ma anche con eleganza – racconta Pina Garau –. E lui, Giuseppe...
«Durante le emergenze, spesso per giorni consecutivi, seicento pasti a pranzo, seicento pasti a cena. Ben serviti. Con semplicità ma anche con eleganza – racconta Pina Garau –. E lui, Giuseppe Guarini, originario di Taranto, sempre sorridente. Mi diceva, e notavo la soddisfazione nel suo volto: sono felice di essere utile alle gente più diseredata del mondo. È molto più gratificante assistere chi soffre che ricevere elogi, spesso sperticati e inopportuni, alla fine dei pranzi di gala quando si è a terra o quando si è in navigazione per altre missioni. Il sottocapo Giuseppe è un mitico cuoco di bordo. È lui che mi ha dato lezioni d'amore parlandomi dei cibi e della bellezza di creare cose buone per rinfrancare corpo e spirito dei suoi colleghi di missione ma soprattutto di quei disperati sopravvissuti a nottate in mare».
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