Parigi e Berlino unite «Quote obbligatorie» Sanzioni a chi rifiuta
La proposta di Juncker: i ricollocamenti salgono a 160mila Anche Cameron cede, ora è pronto ad accogliere più siriani
BRUXELLES. L’immagine di Aylan, il bimbo siriano trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, spinge l’Europa ad accelerare. Per l’accoglienza «l’Unione deve agire in modo decisivo e conforme ai suoi valori» hanno affermato Francois Hollande e Angela Merkel, che ieri hanno inviato «proposte comuni» alla Ue chiedendo un «meccanismo permanente e obbligatorio» di quote. A Bruxelles Jean Claude Juncker è al lavoro per innalzare la proposta dei ricollocamenti intra-Ue da 40 a 160mila (120mila in più) - ed è possibile che il quoziente dell’Italia salga da 24mila a 50mila - includendo tra i beneficiari, con Italia e Grecia, anche l’Ungheria. Si studia la proposta di un sistema stabile, per quote, dal quale i Paesi più refrattari potranno astenersi, ma con tutta probabilità pagando sanzioni.: di fatto un superamento del regolamento di Dublino. Le nuove iniziative della Commissione saranno vagliate dal collegio dei commissari martedì e il presidente dell’esecutivo le presenterà al Parlamento europeo il giorno successivo nel suo discorso sullo Stato dell’Unione. Ne fanno parte anche un rafforzamento del ruolo di Frontex per i rimpatri e la lista dei Paesi d’origine sicuri. Juncker ha dalla sua parte ovviamente anche l’Italia.
Al termine del suo incontro col premier maltese Joseph Muscat a Firenze, proprio riferendosi alla foto di Aylan, Matteo Renzi ha incalzato: «L’Europa non può perdere la faccia. È dovere dare una risposta unitaria, che parta dal diritto d’asilo europeo». E così anche Muscat, che è tornato ad invocare una «soluzione europea».
Lo stesso presidente del consiglio Ue Donald Tusk, che a giugno aveva difeso i Paesi contrari all’obbligatorietà delle quote, ora afferma la necessità di «ricollocare in modo equo 100mila profughi», mentre l’Alto rappresentante Federica Mogherini, si dice «stufa dei politici che parlano di emozioni» e si commuovono davanti alle tragedie e invita a «prendere le decisioni necessarie». Anche il leader britannico David Cameron, tra i più restii ad accogliere i migranti, si dice pronto ad «assumersi le proprie responsabilità». Secondo il Guardian, a breve annuncerà che la Gran Bretagna è pronta ad accogliere migliaia di siriani in più, direttamente dai campi gestiti dall’Onu.
Oggi a Lussemburgo si discuterà del documento dei ministri italiano Paolo Gentiloni, francese Laurent Fabius, e tedesco Frank Walter Steinmeier sulla revisione del sistema d’asilo. Intanto Bruxelles ha chiesto a Praga chiarimenti sui numeri tracciati dalla polizia, col pennarello, come marchi, sulle braccia dei migranti. La polizia ceca ha spiegato che la decisione era stata presa per «impedire che i bambini si perdessero» e ha annunciato che la pratica è stata sospesa: d’ora in avanti saranno utilizzati braccialetti.
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