La Nuova Sardegna

Il paese porta in scena l’Inferno dantesco

di Piero Marongiu

Cabudanne de sos Poetas, a Seneghe un’opera collettiva Stasera Nicoletta Braschi parla dei libri della sua vita

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SENEGHE. Dopo un breve saluto di benvenuto al pubblico che ha riempito la piazza antistante “Sa prenza de Murone” da parte di Mario Cubeddu, presidente di Perda Sonadora, e Azzurra D’Agostino, poetessa con funzioni di direttore artistico del Festival, Roberto Magnani ha consegnato a Simone Marzocchi (musicista e compositore) l’abito dello Psicopompo e lo ha invitato ad accompagnare tutti… all’ “Inferno” (identificato nel Campo della Quercia), dove è andato in scena il primo dei tre atti della “Phantasia Seneghese”, con la quale si è aperto l’undicesima edizione del “Cabudanne de sos Poetas”.

Cantanti, calciatori, motociclisti, allevatori, pallavolisti e cacciatori, insieme ai cinquanta ragazzi che seguono i laboratori proposti dalla Non-Scuola, hanno partecipato alla rappresentazione, mostrando un aspetto davvero straordinario della comunità. Un Cabudanne che di anno in anno allarga il proprio cerchio per abbracciare, attraverso la poesia, altre comunità, altri popoli e altre lingue, facendosi spazio aperto, angolo di cielo, campo da coltivare, tutti insieme. Cento attori, provenienti da tutte le associazioni presenti nel paese, hanno messo in scena la prima delle tre cantiche della Divina Commedia: l’Inferno.

Roberto Magnani lo scorso anno l’aveva detto: «Voglio infiammare tutto il paese … di vita». E c’è riuscito. Il suo “Inferno” esce dai canoni classici per rispecchiare quelli propri dei laboratori della Non-Scuola, che il Teatro delle Albe porta in giro per il mondo da oltre 20 anni. Una visione dell’inferno allegorica, fatta di risate, paradossi, urla, confusione: una bolgia più da mondo attuale che da pena da scontare nell’aldilà. Una visione più “Aristofanesca” che Dantesca. «Si – dice Magnani –. L’inferno dei viventi, per usare un’espressione di Italo Calvino, non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, che abitiamo tutti i giorni. Ci sono due modi per non soffrirne. Il primo: accettarlo e diventarne parte fino a non vederlo più; il secondo: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

Rimandato, causa maltempo, a questa sera dopo le 23, nella piazza dei balli, il secondo atto della Phantasia seneghese, dedicata al Purgatorio, che si sarebbe dovuta svolgere ieri pomeriggio nel sito nuragico di “Mesu Maiore. Oggi, alle 10, bar Manunza, Marco Lutzu e Marcello Marras presentano l’Enciclopedia della musica sarda. Alle 11.30, Prenza de Murone, Savina Dolores Massa dialoga con Anna Maria Capraro. Alle 16, sala della biblioteca, presentazione del progetto “La casa della poesia”. Gli ospiti delle case famiglia e gli operatori incontrano Azzurra D’Agostino e gli organizzatori del Festival. Alle 17, Putzu Arru, Antonella Bukovaz dialoga con Azzurra D’Agostino. Alle 18.30, Piazza dei balli, Phantasia Seneghese “Paradiso”, a cura di Roberto Magnani. Alle 22, in Piazza dei balli, l’attesissimo incontro con l’attrice Nicoletta Braschi e la sua vita da lettrice. Per il racconto della buonanotte, alle 24 in piazzetta Su Lare, i Camillas.

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