La Nuova Sardegna

Il Pendolino parte lento: la rete frena i treni super veloci

di Silvia Sanna
Il nuovo treno «pendolino» che viaggerà sui binari dell'isola
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Il nuovo treno «pendolino» che viaggerà sui binari dell'isola

Strozzature, curve e pendenze in tre quarti della rete: per eliminare gli intoppi servono 49 milioni La Regione: entro la fine del mese previsto il primo viaggio dei nuovi mezzi realizzati dalla Caf

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SASSARI. Avanti adagio, almeno per tre quarti di Sardegna. La rete ferroviaria isolana non è pronta per accogliere i pendolini super veloci. Lo sarà quando saranno eliminate le strozzature, allargati e introdotti i doppi binari, così da cancellare le pendenze insidiose e le curve in rapida successione. Per farlo servono 49 milioni di euro. La Regione li ha sollecitati da tempo a Rfi, Rete ferroviaria italiana. Sino a quando non arriveranno – e sui tempi per ora non ci sono certezze – i treni di nuova generazione dovranno viaggiare a velocità ridotta rispetto alle loro potenzialità. Nel percorso tra Sassari-Cagliari, il pendolino potrà volare a 160 orari soltanto per una cinquantina di chilometri, la distanza tra Cagliari e San Gavino. Da quel punto, direzione Nord, iniziano gli intoppi.

Si parte piano. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana dice che entro la fine di settembre saranno in Sardegna tutti gli 8 treni superveloci costruiti dalla Caf, Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles, l’azienda spagnola che tempo fa si è aggiudicata l’appalto. E sempre entro la fine del mese dovrebbe arrivare il responso dell’Ansf, l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, chiamata a dare il via libera. L’Agenzia dall’inizio di luglio ha in mano il faldone sulle prove tecniche eseguite prima in Toscana e poi in Sardegna. Entro tre mesi – questo prevede la normativa – l’esame della documentazione dovrà essere concluso. I collaudi sono andati avanti tra febbraio e luglio: il Pendolino, da più di un anno a Cagliari, è stato sottoposto a vari test lungo il tracciato per verificarne la sicurezza e valutare le performance. Viaggi sotto la pioggia, a carico normale ed eccezionale e in diversi tracciati: rettilineo, curve strette, curve a largo raggio. Sulla base del risultato dei test, l’Agenzia dovrà rilasciare le autorizzazioni per l’omologazione e stabilire a quali condizioni potrà viaggiare il treno. Considerati i limiti attuali mostrati dalla rete ferroviaria per tre quarti della sua estensione, si sa già che i super treni non potranno raggiungere la velocità massima: il Pendolino non potrà pendolare, nelle curve non si vola.

I tempi. Si parte, in ogni caso. L’assessore Deiana non ha dubbi: «Anche se nella fase iniziale i nuovi treni non potranno viaggiare alla massima velocità e dunque la tratta Sassari-Cagliari non potrà essere coperta in meno di due ore, il servizio comunque migliorerà moltissimo. Perché i treni sono nuovi, belli, attrezzati e accoglienti. Molto diversi da quelli attuali. E i tempi di percorrenza saranno comunque ridotti, perché per un tratto significativo, nel sud dell’isola, potranno avere una velocità di crociera molto elevata, inimmaginabile sinora in Sardegna». Tutto accadrà, secondo Deiana, entro la fine di questo mese: arriveranno i treni e le autorizzazioni dall’Agenzia. Un attimo dopo, i pendolini potranno iniziare a correre su e giù per l’isola.

Gli interventi. La Regione ha fatto la sua parte stanziando 19 milioni di euro. Serviranno per dotare i treni del cosiddetto Scmt, Sistema controllo marcia treno: serve a garantire il dialogo tra il mezzo e la linea. Tecnicamente, l’Scmt è un sistema di controllo che ha il compito di mantenere sotto vigilanza elettronica il comportamento dei macchinisti sul treno sulla base delle caratteristiche del mezzo, della velocità massima ammessa e di quella consentita sul tratto di linea percorso. In pratica, il sistema evita che une determinata curva o pendenza venga affrontata a una velocità che non garantirebbe condizioni di sicurezza. Il sistema da solo però non basta. È necessario intervenire sulle reti. E per farlo sono essenziali i quasi 50 milioni sollecitati dalla Regione a Rfi. Anche di questo, della necessità di attuare quanto prima gli interventi, hanno parlato il governatore Pigliaru e il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio. Assicura l’assessore Deiana: «Il ministro conosce bene la situazione e condivide i nostri progetti per migliorare la mobilità interna. Credo che le risposte arriveranno molto presto».

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