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Olbia, volo dirottato I passeggeri furiosi: «Abbandonati»

Olbia, volo dirottato I passeggeri furiosi: «Abbandonati»

L’aereo diretto a Firenze è atterrato a Bologna per il vento «Da Meridiana nessuna informazione e assistenza»

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SASSARI. A metà del viaggio l’annuncio: si va a Bologna, l’aeroporto di Firenze è chiuso per il troppo vento. Pessima notizia per il centinaio di passeggeri, la maggior parte sardi, partiti da Olbia poco dopo le 13 su un volo Meridiana e diretti in Toscana. Quasi tutti sardi emigrati, al rientro a casa dopo le vacanze nell’isola. “Questa non ci voleva”, hanno pensato, convinti però che i disagi sarebbero stati limitati. E che, in qualche modo, la compagnia avrebbe trovato rapidamente una soluzione. Le cose, invece, sono andate peggio del previsto. Quattro ore in attesa, parcheggiati all’interno dell’aeroporto con i loro bagagli, senza nessuna informazione sul da farsi.

Abbandonati. Racconta Gianfranca Corrias, architetto nuorese che vive a Firenze. «Ci hanno abbandonato, Meridiana si è completamente dimenticata di noi. Appena arrivati a Bologna ci hanno detto di liberare velocemente l’aereo e così abbiamo fatto. Poi ci siamo spostati nell’area partenze convinti che presto qualcuno ci avrebbe detto che fare». Invece niente, silenzio assoluto e nessun tipo di assistenza. «L’unica comunicazione ha riguardato le motivazioni del dirottamento del volo su Bologna, per il forte vento che impediva di atterrare a Firenze. Poi ho scoperto che l’aereporto toscano era stato chiuso prima del decollo del nostro volo da Olbia. Quindi – dice l’architetto nuorese – la partenza poteva essere rinviata creando disagi inferiori». Tra i passeggeri sardi ci sono anziani e bambini, l’attesa è lunga e qualcuno si spazientisce: «Abbiamo domandato all’ufficio informazioni, abbiamo telefonato alla sede di Meridiana a Olbia, poi a quella di Firenze. Tutti ci dicevano di rivolgerci ad altri, in un rimpallo di responsabilità inaudito».

Tanti in attesa. I passeggeri sardi sono in buona compagnia. A Bologna ieri a partire dal primissimo pomeriggio sono stati infatti dirottati altri 16 voli originariamente diretti a Firenze e provenienti da scali italiani ed esteri, «ma gli altri passeggeri partivano, li vedevamo dirigersi sui pullman o a imbarcarsi su altri voli. Noi niente, completamente abbandonati a noi stessi senza uno straccio di indicazione». Qualcuno – che ha impegni o semplicemente non ha più voglia di aspettare – va via dall’aeroporto, corre alla stazione, paga il biglietto del treno e parte verso casa. Certamente chiederanno un rimborso alla compagnia. Gianfranca Corrias invece aspetta insieme alla maggior parte dei passeggeri.

Si parte. Verso le 18 inizia a circolare una voce: ci sono alcuni autobus in partenza, destinazione Firenze. Scatta il passaparola, i viaggiatori si precipitano. «L’abbiamo scoperto per caso – dice Gianfranca – anche in questo caso la Compagnia non ha ritenuto opportuno avvisarci». Scatta la corsa e i pullman in un amen si riempiono. E succede un’altra cosa sgradevole: «Ho sentito con le mie orecchie un autista chiedere i soldi del biglietto, 15-20 euro a persona». Tutti si sono rifiutati di sborsare soldi. Ma c’è dell’altro: nessuno si è assicurato che i passeggeri partiti da Olbia e dirottati a Bologna fossero sul bus. «In teoria – dice l’architetto – qualcuno potrebbe essere rimasto lì perché non c’è stata la comunicazione sulla presenza degli autobus». Chi è a bordo verso le 20 arriva a casa, finalmente. «L’esperienza è stata molto sgradevole, persone che pagano un regolare biglietto non possono essere trattate in questo modo. Una disorganizzazione inaccettabile». (si. sa.)

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