Una lite tra clochard finita nel sangue
Omicidio in piazza del Carmine: la squadra mobile ha arrestato Diego Masala, presunto assassino di Carmine Miele
CAGLIARI. L’hanno trovato, attorno alle 2 e mezzo della notte, mentre dormiva sotto i portici del palazzo del Comune in via Sonnino, a Cagliari, suo punto di riferimento secondo quanto la polizia ha ricostruito: Diego Masala è accusato dell’omicidio di Carmine Miele, 48 anni, di Quartu Sant’Elena ma originario di Battipaglia, accoltellato venerdì sera attorno alle 19 davanti a diversi testimoni in piazza del Carmine e morto subito dopo l’arrivo in ospedale.
La fuga di Masala, 43 anni di Selargius, è durata diverse ore e gli uomini della Squadra Mobile, coordinati dal primo dirigente Luca Armeni e condotte dal vice Davide Carboni, hanno dovuto battere a tappeto la città prima di individuarlo. Stavolta, però, durante le ricerche condotte dagli agenti, è successo qualcosa di inusuale: «Si è rotto il muro di omertà - ha evidenziato il dirigente della Mobile Armeni durante la conferenza stampa che si è svolta ieri mattina in questura - hanno collaborato con noi anche persone che normalmente sono restie a parlare con la Polizia». Testimonianze di sicuro indispensabili perchè altrimenti sarebbe stato difficile rintracciarlo. L’uomo infatti, che è senza fissa dimora, non aveva legami e relazioni di amicizia o parentela che potessero aiutare gli inquirenti a trovarlo con la tempestività necessaria.
Quando è stato trovato aveva ancora con sè un coltello, ripulito grossolanamente dal sangue, usato per colpire Miele, Masala è stato subito interrogato dal sostituto procuratore della Repubblica Liliana Ledda, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, arrivati sul posto (ancora affollato) subito dopo la telefonata di un cittadino che ha segnalato la presenza di un uomo riverso a terra in una pozza di sangue, Masala ha colpito Miele con un solo fendente che gli ha perforato un polmone. Il colpo è stato sferrato con molta forza e ha procurato lesioni cui non è stato possibile rimediare durante il delicato intervento chirurgico cui è stato sottoposto.La lite sarebbe nata per futili motivi, probabilmente i due uomini erano ubriaci.
Carmine Miele era in piazza con degli amici quando si è avvicinato Masala, che conosceva il gruppo da assiduo frequentatore della zona. Miele ha intimato a Masala di allontanarsi: quest’ultimo non ha gradito e subito è scaturita una rissa con calci e pugni e Masala ha tirato fuori il coltello e ha inferto il corpo mortale.
Dai controlli condotti dagli agenti è risultato che la vittima era già stata bersaglio, in gioventù, di un tentato omicidio. L’episodio è datato 30 novembre del 1990. Miele, all’epoca 23enne, era stato colpito, durante una lite in via Roma sempre a Cagliari, da due proiettili al petto e alla coscia ed era stato operato all’ospedale Brotzu.
A sparargli, si saprà poi a conclusione delle indagini, era stato un giovane militare di leva, un diciannovenne di Arzana, che aveva esploso tre colpi di pistola, uno dei quali aveva sfiorato la moglie di Miele.
Anche in quell’occasione sembra che i motivi fossero futili. Il giovane era stato poi arrestato dagli agenti della Squadra mobile. In quella circostanza i medici erano riusciti a salvare Carmine Miele, mentre l’altra sera i loro tentativi sono stati vani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
