La Nuova Sardegna

I laboratori danteschi e i suoni dell’identità

di Piero Marongiu

Cabudanne de sos poetas si chiude con un bilancio positivo Un’eccellenza culturale che resiste ai tagli indiscriminati

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SENEGHE. Ha rischiato di saltare fino a poche settimane fa l’undicesima edizione del Cabudanne de sos poetas. L’incertezza sull’entità dei fondi a disposizione del festival e la mancata conferma del finanziamento da parte della Fondazione Banco di Sardegna, comunicata a fine maggio, ha costretto gli organizzatori a fare salti mortali per allestire un cartellone all’altezza della manifestazione. E i risultati, ancora una volta, hanno dimostrato la bontà di una delle rassegne culturali più importanti che si tengono in Sardegna.

Il tema centrale, dedicato a Dante, durante i quattro giorni della manifestazione, ha richiamato migliaia di persone, che hanno riempito le piazze e le location in cui si sono tenuti gli spettacoli e gli incontri con i poeti e gli scrittori presenti. Non soltanto la “Phantasia Seneghese”, dedicata alle tre cantiche della Divina Commedia dantesca, quindi, ma anche un gran numero di eventi e di laboratori, come quello interessantissimo intitolato “Il corpo umano”, curato da Sandro Dessì, frequentato da decine di ragazzi. Il Cabudanne edizione 2015, sarà ricordato anche per aver dedicato un ampio spazio a due seneghesi illustri: il fisarmonicista Mario Feurra e il musicista e poeta Gianni Salis, e per aver ricordato Francesco Cubeddu, indimenticato “Cantadore a Chitarra scomparso 26 anni fa in un incidente stradale. Applauditissimo Giovanni Perria che lo ha citato durante la presentazione del suo libro “Mutetus e Mutos. Mario Feurra, classe 45, talento naturale e autentico virtuoso della fisarmonica, ha esordito nelle piazze sarde a soli 15 anni. Gianni Salis, che ha presentato la sua prima raccolta di poesie intitolata “Santificare l’asfalto”, dopo il diploma in pianoforte si è laureato in musicologia, a Milano, e ha conseguito un dottorato di ricerca all’università di Bologna. I suoi principali campi di ricerca riguardano i rapporti tra poesia e musica e la musica sacra del Cinquecento.

Un Cabudanne con programma ricchissimo di appuntamenti, preceduti dalle anteprime andate in scena a Oristano, Bonarcado, Narbolia, Bosa e Seneghe, che ha trovato l’incondizionato favore del pubblico, sempre numeroso e attento. Oltre tremila persone, sabato sera, hanno riempito fino all’inverosimile “Sa Partza de sos ballos” durante l’intervento dell’attrice Nicoletta Braschi. Frequentatissimi dal pubblico gli appuntamenti con le letture della buonanotte proposti, dal chitarrista Paolo Spaccamonti e da I Camillas (Ruben e Zagor Camillas, un duo di musicisti originari di Pordenone, capaci di tenere insieme, in maniera mai banale, musica e umorismo).

Il festival, definito unanimemente di alto valore culturale perché da spazio alla poesia nazionale e internazionale e a quella sarda, contribuisce in maniera determinante a far conoscere i giovani poeti emergenti. Ma, il successo della manifestazione va riconosciuto alle capacità organizzative di Mario Cubeddu, alla bravura di Roberto Magnani, alla direzione artistica di Azzurra D’Agostino e a tutte le associazioni locali che hanno collaborato.

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