La Nuova Sardegna

Il virtuosismo dei Tölzer Knabenchor

di Antonio Ligios
Il virtuosismo dei Tölzer Knabenchor

L’eccezionale concerto del celebre coro di voci bianche a Sassari nella Sala Sassu

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SASSARI. Si è aperto nella Sala Sassu il festival “Voci nella città”, organizzato dalla Polifonica Santa Cecilia: un festival che segna, quest’anno, sia il 70° anniversario della fondazione della corale sia la chiusura di un ciclo ventennale di attività caratterizzata dalla qualificata direzione di Gabriele Verdinelli. Per l’occasione, la Santa Cecilia ha pensato di assicurare al pubblico un ospite d’eccezione, ossia il Tölzer Knabenchor di Monaco, attualmente diretto da Christian Fliegner: il coro di voci bianche maggiormente conosciuto al mondo, in particolare per le ormai leggendarie interpretazioni dei “tre ragazzi” nel “Flauto Magico” di Mozart (ben 2000 rappresentazioni in tutto il mondo), e per le ormai storiche registrazioni delle Cantate di Bach realizzate sotto la direzione di Harnoncourt e Leonhardt.

I Tölzer nel loro applauditissimo concerto hanno dato un ampio saggio delle proprie straordinarie capacità. La prima parte ha messo in particolare rilievo la grande scuola di canto che alimenta il complesso vocale tedesco: una solida scuola che si fonda sui principi tecnici ed estetici della grande tradizione italiana, che fa dei giovanissimi cantori del Tölzer altrettanti solisti, capaci di affrontare disinvoltamente un’aria di Händel, ad esempio (“Tra speme e timore” dall’Alcina), senza mai dimenticare l’essenza del coro e la necessità di assicurare alla compagine morbidezza e uniformità di colore, come nello splendido salmo di Schubert (“Gott ist mein Hirt”). Per non parlare poi dei “Tre cori sacri” di Rossini, brani tecnicamente molto impegnativi e affrontati dal coro tedesco con grande disinvoltura.

Entusiasmante infine la seconda parte del concerto, ancor più congeniale alla storia e alle radici interpretative dei Tölzer, con una serie di Tanzlieder di Orff tratti dallo “Orff-Schulwerk” , con i tre famosi terzetti tratti dal Flauto magico e infine con un’ampia scelta del vasto repertorio di canti popolari bavaresi e della tradizione alpina.

Che dire? In alcuni momenti abbiamo avuto l’impressione di ascoltare la perfezione assoluta di una macchina musicale esemplare, ricca però di tanta umanità e di una limpida musicalità che il direttore Christian Fliegner non dimentica mai di perseguire.

Nei prossimi giorni, a partire da oggi, il festival prosegue in varie chiese e vie del centro storico, per approdare – il 9 alle ore 12 – nella inedita location dell’ex-cappella del vecchio ospedale civile restaurato, in piazza Fiume.

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