Deiana: «Ora stop alle tariffe selvagge»
L’assessore: presto il tavolo sulla Convenzione in cui discuteremo di un tetto agli incrementi estivi
SASSARI. Accoglie la sentenza del Consiglio di Stato come il capitano della nave davanti alla tempesta. L’assessore Regionale ai Trasporti Massimo Deiana non si scompone più di tanto davanti alla sconfitta della Regione e fa capire di guardare già oltre.
L’appello. «Avevamo deciso di fare ricorso al Consiglio di Stato in una scelta di continuità con la precedente giunta – spiega Deiana –. Il Tar si era pronunciato contro la decisione dell’Antitrust, dopo la segnalazione della giunta guidata da Ugo Cappellacci. Per questo era nato il ricorso al Consiglio di Stato». Poi un bagno di realismo. «Le sentenze si applicano e non si commentano, ne prendiamo atto – continua Deiana –, ma questo non cambia nulla sul piano concreto. Esiste un’emergenza trasporti».
Il tavolo. E Deiana è già pronto a rilanciare. Stop a tariffa selvaggia. «Sono quasi passati tre anni dalla Convenzione tra Tirrenia, Stato e Regione. E così come previsto dalle carte – spiega l’assessore – deve essere fatta una revisione. Tra qualche settimana si aprirà il tavolo e noi abbiamo le idee chiare. Chiederemo che venga cancellato il periodo in cui non si applica la convenzione».
Vuoto vacanze. La Regione vuole scardinare uno dei caposaldi della convenzione che ha portato maggiori difficoltà ai sardi e ai turisti. Il costo dei biglietti non può superare un tetto massimo di costo per un periodo che va dal 15 settembre al 15 giugno. Ma durante l’estate di fatto le compagnie possono applicare il prezzo che vogliono, o quasi. «Noi chiederemo che le tariffe della convenzione vengano imposte anche durante il periodo estivo – continua Deiana –. Il motivo è semplice. È impossibile per i sardi, ma anche per i turisti, sostenere costi troppo elevati dei biglietti che vengono applicati dalle compagnie. La scadenza del primo triennio di applicazione della convenzione ci dà questa possibilità di ridiscurere molti aspetti di questo accordo. Lo faremo e cercheremo di fare gli interessi dei sardi».
Il braccio di ferro. I rapporti tra la Regione e gli armatori resta complicato. Da una parte c’è il tentativo di dialogare, dall’altra prende piede la preoccupazione che il mercato finisca sotto il monopolio di un unico gestore. L’armatore Vincenzo Onorato con l’ultima operazione finanziaria è riuscito ad avere sotto il suo controllo sia la Moby, di cui era già azionista di maggioranza, sia la Tirrenia. In questo modo controlla il 95 per cento delle rotte per la Sardegna.
Saremar. Dall’altra parte l’assessore si trova a gestire una delle vicende più complicate della storia dei trasporti della Regione. La Saremar scomparirà entro la fine del 2015. I suoi dipendenti hanno già ricevuto le lettere di licenziamento. A condannarla una decisione dell’Ue che ha costretto alla società al 100 per cento della Regione di restituire proprio alla Regione i soldi che aveva ricevuto per non far precipitare i bilanci in profondo rosso. Per l’Ue sono aiuti di Stato mascherati e devono essere restituiti. Saremar non ha i soldi e il tribunale ordinario ne ha decretato di fatto il fallimento. Per ironia assoluta il principale creditore è la stessa Regione. In ogni caso la Regione doveva privatizzare la società, come impone l’Europa. Un gioco perverso di carte bollate che rischia di lasciare senza collegamenti certi le isole minori. E anche in questo caso Deiana cerca di salvare almeno i 167 posti di lavoro. (l.roj)
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