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Il rettore Carpinelli: «Vogliamo un ateneo senza frontiere»

Il rettore Massimo Carpinelli
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Il rettore Massimo Carpinelli

L'Università di Sassari è attualmente al terzo posto in Italia tra quelle di medie dimensioni. «I nostri iscritti devono formarsi in collegamento con il resto del mondo»

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SASSARI. Il diritto allo studio, prima di tutto. Che nei progetti del rettore dell’università di Sassari si declina in tasse basse, vantaggi per gli studenti meritevoli e una fitta rete di rapporti internazionali.

È questa in sostanza la formula magica che secondo Massimo Carpinelli, in carica da appena 10 mesi, sarà in grado di traghettare l’ateneo turritano verso il tanto atteso rilancio. Questo nonostante i costanti tagli dei trasferimenti finanziari da parte dello Stato e al di là del calo progressivo di iscrizioni dovuto in parte a ragioni demografiche.

«Ci siamo rimboccati le maniche - afferma il rettore - e per il nuovo anno accademico abbiamo messo a punto una proposta che ritengo molto interessante per chi ha deciso di andare avanti negli studi. Offriamo oltre a un’ampia gamma di corsi triennali e lauree magistrali anche tutta una serie di servizi dedicati al benessere degli studenti. Fattori che messi insieme rendono appetibile l’esperienza di studio a Sassari».

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Sempre con l’obiettivo, e questo il rettore, lui stesso scienziato nel campo della fisica, lo rimarca di continuo, di rendere l’università turritana più internazionale possibile: «Voglio che i nostri studenti abbiano la possibilità di formarsi in collegamento con realtà di ricerca di tutto il mondo, perciò stiamo lavorando per consolidare i rapporti con le altre università e per entrare sempre più spesso nelle reti di ricerca senza frontiere. E ce lo possiamo permettere visto che il nostro ateneo vanta la presenza di docenti e ricercatori di alto livello».

E proprio in questa direzione vanno i progetti presentati di recente: uno per tutti la recente accoglienza di un gruppo di studenti provenienti dal Maghreb che si occuperanno di scienze agrarie mentre a breve arriveranno trenta medici cinesi per seguire un percorso di specializzazione nella facoltà di Medicina.

Ma la capacità di attrazione dell’università, secondo il rettore, passa anche attraverso la possibilità di studiare in un’università che offre standard qualitativi alti e molti servizi con un investimento limitato. A partire dalle tasse che partono da 600 euro annui e che anche nell’importo relativo ai redditi più elevati sono tra le più basse in Italia. «L’operazione che credo siamo riusciti a fare - continua Carpinelli - è stata quella di non gravare economicamente sulle famiglie garantendo una didattica più che accettabile e mantenendo un’offerta formativa così ampia che se ne trovano poche in Italia: si va dal campo umanistico a quello scientifico a quello economico. Tenendo ferma la presenza di “giganti” come le facoltà di Agraria e Veterinaria che sono uniche in Sardegna».

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La domanda è come si è arrivati a un risultato del genere dando per scontato che il mandato rettoriale attuale si è potuto avvantaggiare di corposi investimenti in edilizia effettuati in passato. Se non altro l’università di Sassari in questo momento non ha la necessità di investire in questo campo. Semmai ci sono da completare opere esorbitanti come il polo bionaturalistico di Piandanna per il quale tuttavia esistono, in parte, già i fondi.

«Di sicuro il punto di partenza è stato il taglio dei costi inutili - spiega invece il rettore - e devo dire che economizzare senza perdere in qualità non è stato semplice ma ce l’abbiamo fatta. In questo modo abbiamo potuto dirottare le risorse su servizi importanti». Come ad esempio la mobilità internazionale con i suoi progetti Erasmus e Ulisse che fanno partire e arrivare studenti che trascorrono periodi nelle università europee e che collocano l’università di Sassari fra le prime in questo settore. E a proposito di classifiche è evidente che il rettore Massimo Carpinelli ci tiene che l’ateneo turritano rimanga al terzo posto assoluto in Italia tra le università di medie dimensioni.

«La classifica Censis-Repubblica - commenta - è interessante perché si basa su criteri molto ampi quindi riguarda tutti gli aspetti dell’offerta universitaria. Le nostre eccellenze restano i servizi e la ricerca». E infatti per il 25 settembre è in programma a Sassari la “Notte di ricercatori”. Si potranno visitare tutti i laboratori e capire dagli stessi addetti ai lavori su quali progetti l’università si fa valere a livello internazionale. (g.g.)

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