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Voti alti in cambio di sesso inflitti 10 anni al docente

Voti alti in cambio di sesso inflitti 10 anni al docente

Al processo con rito abbreviato il gip ha riconosciuto colpevole Marcello Melis Il professore di matematica era accusato di concussione e violenza sessuale

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CAGLIARI. Una ragazza in lacrime stuprata in aula dal professore mentre una compagna di classe controllava sulla porta che nessuno passasse nel corridoio. È solo una delle tante accuse mosse dalla Procura di Cagliari a Marcello Melis, insegnante di matematica di 48 anni, condannato ieri a 10 anni di carcere (e all’interdizione dall’insegnamento) al termine del processo di primo grado celebrato a porte chiuse col rito abbreviato. Il docente è accusato di concussione, violenza sessuale e atti sessuali con minori per aver preteso per anni favori sessuali dalle proprie studentesse, tutte tra i 14 e i 18 anni, in cambio di bei voti nei compiti in classe e nelle interrogazioni. Fatti avvenuti - secondo l'accusa - nelle aule del liceo pedagogico «Eleonora d'Arborea» di Cagliari, tra il 2005 ed il 2007, che il sostituto procuratore Rita Cariello ha ricostruito con fatica al termine di un'indagine meticolosa, sfociata lo scorso anno con l'arresto di Melis. A settembre era stato messo ai domiciliari su ordine di custodia cautelare del Gip Giorgio Altieri, ma poi trasferito in carcere nel febbraio scorso quando proprio il pm Cariello aveva fatto ricorso considerando la misura troppo blanda. Nonostante la gravità dei fatti, il professore non è mai stato denunciato dalle sue studentesse: quattro anni fa, la prima denuncia era arrivata da alcuni colleghi che erano stati messi in allerta da un'alunna. Per tutelare al massimo le presunte vittime, tutte giovanissime ma non più liceali, il sostituto procuratore aveva ordinato agli investigatori della Polizia giudiziaria, coordinati dal vicequestore Dario Mongiovì, di effettuare gli interrogatori delle ragazzine in segreto. Tra gli episodi contestati anche quello raccontato da una studentessa che avrebbe ammesso davanti a Melis di essere lesbica, venendo poi costretta a rapporti sessuali sotto la minaccia di riferire ai genitori la sua omosessualità. Non solo. Le indagini hanno fatto emergere anche minacce via sms o via Facebook ad alcune ex alunne nelle quali il docente pretendeva sesso dicendo loro di possedere foto compromettenti che in caso di diniego le avrebbe diffuse. Difeso dall'avvocato Antonello Garau, Melis si è sempre professato innocente.

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