I docenti: via alle nuove battaglie
Domenica una delegazione andrà a Roma dal Papa, il 22 presidio in Regione
CAGLIARI. Valigie pronte. Per il momento per partire non verso le nuove cattedre oltre Tirreno, ma a Roma per l'appuntamento con Papa Francesco. Non basta: i docenti sardi che non vogliono andare via dall'isola sono pronti a una nuova mobilitazione, questa volta sotto il Consiglio regionale in occasione del dibattito sulla scuola in programma per il 22 settembre. La battaglia, anche alla luce della notizia che la Regione non impugnerà la riforma della scuola, è sempre quella: ottenere che il Ministero riconosca i disagi legati all'insularità. E che si arrivi a una soluzione definitiva per chi si trova di fronte a un bivio: o il posto di lavoro lontano da casa o la famiglia. Sui numeri dei "partenti" non ci sono ancora note ufficiali del Ministero, regione per regione. Anche perché non è ancora scaduto il termine per le accettazioni delle proposte della fase B, circa novemila a livello nazionale.
Nuove iniziative. Il comitato Valigie del 10 agosto si riunirà questo pomeriggio per raccogliere informazioni e cifre per elaborare una prima stima. «Sappiamo – spiega Bianca Locci, portavoce del comitato – che le chiamate hanno riguardato soprattutto il sostegno». Per molti nei giorni scorsi è scattata la tregua grazie alla chiamata delle supplenze annuali. Ma il problema dei docenti destinati soprattutto nel Nord tra Varese, Bergamo, Como, Torino eccetera si riproporrà all'inizio dell'anno scolastico 2016-2017. Per questo la battaglia continua. A partire da domenica al Vaticano.
Dal Papa. Per il momento all'adesione per l'appuntamento dell'Angelus hanno risposto circa trenta persone: alcuni saranno a Roma da sabato, altri cercheranno di prendere il primo volo per Fiumicino alle 6.20 per ritornare in serata in Sardegna. Si tratterà di una delegazione. «Il problema – spiega Locci – è soprattutto di ordine economico: diversi docenti non saranno a Roma perché non hanno ancora ricevuto le indennità di disoccupazione». Il comitato si sta organizzando per allestire a Cagliari un punto di ritrovo per seguire l'Angelus tutti insieme: gli insegnanti aspettano il saluto del Papa dopo l'accorato sos inviato al Santo Padre nelle settimane scorse. Un appello – quello dei docenti delle "valigie" – nato spontaneamente dopo le parole del Pontefice in udienza a San Pietro su lavoro e famiglia.
Un mese di proteste. La battaglia dei docenti era cominciata, almeno in piazza, lo scorso 10 agosto sotto il Consiglio regionale a pochi giorni dal termine ultimo per la presentazione delle domande al Ministero degli insegnanti precari a caccia del posto a tempo indeterminato. Poi una lunga serie di proteste e flash mob in aeroporto e sotto la statua di Carlo Felice a Cagliari. Sino all'appello al Papa. Domenica l'appuntamento è in piazza San Pietro: i docenti sardi ci saranno.
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