La Nuova Sardegna

Organici allargati: “salvi” molti precari

di Silvia Sanna
Organici allargati: “salvi” molti precari

Il Ministero pronto ad autorizzare un aumento di posti negli istituti isolani. Tra un anno previsti nuovi trasferimenti

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Quest’anno almeno un salvagente c’è: è quello delle supplenze, che eviterà a molti docenti isolani di fare le valigie. L’anno prossimo, invece, con la mobilità ordinaria si parte: nessuna ciambella e nessun alibi. Gli insegnanti che protestano contro i trasferimenti e chiedono che vengano bloccate le deportazioni al Nord dei docenti isolani, sanno bene che cosa potrebbe accadere tra pochi mesi. Quando i numeri saranno molto diversi da quelli di oggi. Al momento non ci sono dati ufficiali. Anche perché i precari sardi assegnatari di cattedra hanno tempo sino a domani per rispondere alla mail del ministero e comunicare se hanno accettato di prendere servizio o se invece rinunciano, per ragioni personali e familiari. La certezza, al momento, è che la Regione non si opporrà alla riforma Renzi sulla scuola. Nessuna impugnazione davanti alla Corte Costituzionale. Una decisione venuta fuori martedì in consiglio regionale, quando il presidente Pigliaru, di fronte a un ordine del giorno presentato dall’opposizione, ha rimandato al 22 settembre la discussione in aula sulla scuola sarda. Ma forse, per chi vive con terrore la prospettiva di lasciare casa e famiglia, non tutto è perduto.

I numeri. All’inizio si era parlato di circa 500 insegnanti destinati a trasferirsi al Nord. Il numero è inferiore, secondo la Regione non supera le 100 unità. Per tutti gli altri, infatti, sarebbe quasi certo l’incarico come supplenti in istituti isolani. La famosa ciambella che l’anno prossimo si sgonfierà. Non solo. Il numero potrebbe ridursi ancora perché – anche se ancora non sono arrivate comunicazioni ufficiali – pare che il Ministero abbia dato il via libera a un piccolo incremento degli organici nelle scuole isolane. Significherebbe che almeno un’altra cinquantina di docenti quest’anno starebbero al sicuro a casa propria.

Il futuro. È quello che fa più paura. Perché l’isola non perda molti dei suoi insegnanti è necessario fare in modo che ci siano molti posti da coprire qui. E perché questo accada è necessario dimostrare che la scuola sarda, per funzionare a dovere, ha necessità di un più alto numero di docenti. Su questo si gioca la partita ai tavoli romani, di questo si parlerà probabilmente il 22 settembre in consiglio regionale: la strategia che la giunta sembra intenzionata a perseguire è quella di difendere la scuola regionale, rendendola più forte e allo stesso tempo immunizzandola rispetto alle imposizioni e ai paletti stabiliti dalla riforma nazionale.

No all’impugnazione. Margini ristrettissimi, possibilità di spuntarla ridotte all’osso. Di fronte alla richiesta di parere presentato dalla giunta in via informale, l’ufficio legale della Regione avrebbe detto che l’impugnazione della legge davanti alla Consulta difficilmente avrebbe dato i risultati sperati. Inutile puntare sul gap dell’insularità. A questo bisogna aggiungere anche una diversità di vedute all’interno della giunta: molto prudente il presidente Pigliaru, renziano della prima ora. Più critica dall’inizio verso la riforma l’assessore Claudia Firino, esponente di Sel. Nessun dubbio però sulle strategie future: bisogna mettersi a lavorare subito per evitare che il numero di insegnanti con la valigia – che oggi può essere limitato – lieviti a partire dal prossimo autunno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative