Ad Ales le opere di Manu Invisible
Una mostra dello street artist impegnato anche in un laboratorio per bambini
ALES. Il tempo e l’esperienza, la perseveranza, la conoscenza della tecnica applicata alle proprie idee. E il bambino che resta dentro e che, se mantenuto, dà all’opera d’arte quel tocco in più che si chiama qualità. Ha avuto tanto da dire ai bimbi di Ales Manu Invisible, lo street artist che in tantissimi hanno imparato a riconoscere e apprezzare per le sue opere, ma quasi nessuno può dire di aver visto in volto, anche se incontrato dal vivo. La terza edizione del Junior Art, concorso d'Arte per bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni organizzato ad Ales dalla Pro Loco, dall'Antica cartoleria del Corso e dalla galleria d'arte Amphora, in collaborazione con l'associazione Casa natale Antonio Gramsci, è iniziato il 3 settembre proprio con una due giorni di laboratorio assieme all’artista di origine cagliaritana. Lui ha tenuto la maschera da mamuthone, come da copione. Un travestimento che ha divertito ma non per questo distratto i bambini: con lui hanno imparato a conoscere le sue opere, che resteranno fino a sabato in esposizione nello spazio comunale Su Spassiu. Sempre domani saranno premiati, invece, i disegni realizzati dai bambini, nati dalle sue indicazioni e suggerimenti.
«Manu Invisible pochissimi sanno chi è, la maggior parte non conosce il suo vero volto, ma ciò che è importante in un artista non è l'aspetto fisico — argomenta — Dopotutto, un artista come Lautrec era deforme, ma il suo nome riecheggia ancor oggi. L’estro creativo, l'atteggiamento e la dedizione massima nell'applicarsi a una forma artistica e non solo, sono le cose che rendono un artista tale. Io credo che l’arte non la si possa imparare, ma la si applichi mediante la propria fantasia e il proprio estro creativo». Ecco cos'hanno imparati i bambini e un workshop così è preziosissimo non solo per i più piccoli, ma per la diffusione dell’arte stessa. «La Sardegna, in tutti i campi di estensione sociale, è culla di incredibili talenti che a stento riescono a emergere in quello che è un panorama ristretto. È risaputo che per valorizzare il proprio bagaglio artistico e culturale occorre uscire fuori dalla territorialità sarda e io penso che quello dell'artista non sia un lavoro ma una missione di vita». E un po’ come Batman, il suo eroe di riferimento, anche Manu Invisible fa dell’artista un super-uomo. «Batman è stato il mio supereroe preferito, peccato però che durante la crescita scoprì amaramente essere racchiuso in dei fogli di carta; era una fiaba come tante altre. Un super-uomo può essere visto anche come un supereroe ma reale in carne e ossa, che se ci si mette con forza magari riesce anche a salvarti dall'ignoranza e dalla decadenza contemporanea».
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