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“Contamination Lab”, come affrontare il futuro

“Contamination Lab”, come affrontare il futuro

Annalisa Bonfiglio, il primo prorettore all’Innovazione e ai rapporti col territorio «Il Clab è un laboratorio per studenti di tutte le facoltà che dividono i loro saperi»

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CAGLIARI. Annalisa Bonfiglio, prorettore all’innovazione parla delle iniziative dell’università in questo campo. «Per la prima volta - spiega - l'Università di Cagliari ha un prorettore delegato all'Innovazione e ai Rapporti con il Territorio (prima accomunati al prorettorato alla Ricerca), e questo di per sé e' un importante segnale: significa che l'Università ha capito l'importanza di questa funzione e ne vuole fare uno dei cardini della sua azione».

Un percorso che ha avviato una serie di attività nuove: « Sono diverse – dice Annalisa Bonfiglio – le iniziative promosse dall'Università degli Studi di Cagliari, volte innanzitutto a promuovere i contatti tra l'Università, il mondo imprenditoriale e la società civile e a far conoscere meglio ai cittadini quello che l'Università di Cagliari produce a livello di ricerca e di trasferimento tecnologico. La prima, attiva da due anni, si chiama Contamination Lab ( Clab) ed è un'attività, in cui l'innovazione è al centro, in tutte le sue declinazioni: si tratta di un laboratorio per studenti provenienti da tutte le facoltà dell'Ateneo, finalizzato allo sviluppo delle loro capacità imprenditoriali attraverso la realizzazione di un'idea da cui far nascere una nuova impresa, la cosiddetta startup».

L’iniziativa ha già dato buoni frutti. «Il laboratorio che si svolge nell'arco di circa 6 mesi ogni anno – precisa – consiste nella definizione e sviluppo di un'idea imprenditoriale, concepita dagli studenti stessi riuniti in gruppi, con regole di composizione ispirate al concetto di Contaminazione dei saperi e dei talenti, nella convinzione che per generare innovazione vera, occorra mettere insieme una pluralità di punti di vista da un lato e di cultura e ricerca dall'altro. La cultura tecnica, quella scientifica, quella umanistica, quella economica, da sole sono in grado di affrontare ciascuna solo un lato del problema. Ma i problemi di oggi sono complessi, e richiedono la capacità di affrontare diversi aspetti: è solo facendo dialogare tra loro culture e talenti diversi che la complessità del problema può essere affrontata e risolta in modo creativo e, finalmente, innovativo». Il laboratorio, la cui prima edizione è stata nel 2013, è giunto alla sua terza edizione. « È stato foriero di un'incredibile risultato – dice con soddisfazione il prorettore – oltre 200 partecipanti, ben 5 nuove imprese sono nate e stanno sviluppandosi, alcune altre sono in partenza, 3 nostre startup hanno vinto premi in competizioni nazionali, 2 sono state finanziate da Venture Capitalists privati, 17 nostri "Clabbers" stanno affrontando al momento percorsi di accelerazione d'impresa in diverse realtà nazionali e internazionali (di cui due negli Stati Uniti). Possiamo orgogliosamente dire che l'Università di Cagliari "ci ha visto lungo" (dopo la nostra esperienza, il Ministero ha fatto partire un progetto simile presso altre università italiane), intuendo da un lato che dalla ricchezza di competenze dell'Ateneo poteva venir fuori un volano di sviluppo di personalità e di talenti capace di amplificare la cultura che la formazione universitaria "tradizionale" fornisce ai nostri giovani, dall'altro che aprendosi al territorio (nella terza edizione del Clab sono stati coinvolti altri attori locali, quali il Crs4, l'Istituto Europeo di Design, la Confindustria, la Lega Coop), facendo rete, le occasioni si moltiplicano e il panorama si arricchisce. La Sardegna e' oggi una delle regioni d'Italia con la piu' alta densita' di startup, soprattutto in ambito digitale. E' certamente sorprendente, da un lato, constatare che in una regione a bassa vocazione imprenditoriale, si sia affermato un trend in grado di farci competere con regioni con ben altre tradizioni industriali, ma e' sicuramente importante ricordare che nel mondo globale della rivoluzione digitale, essere un'isola non e'piu' un limite ma anzi una ricchezza culturale che abbiamo il dovere e l'orgoglio di mostrare al mondo.

Il Clab è un tassello dell'azione globale di trasferimento tecnologico che l'Università di Cagliari vuole attuare nei prossimi anni: un modalita' nuova che sfrutti il patrimoni o di ricerca e conoscenze prodotto dall'Ateneo e lo metta pienamente a disposizionedella società civile e dello sviluppo economico dell'isola».

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