La farina del cardo per rendere sprint il latte di pecora
La scoperta del dipartimento di Agraria presentata a Milano Secondo i ricercatori avrebbe un alto contenuto proteico
MILANO. La farina ottenuta dai semi dei cardi può contribuire a migliorare la produzione di latte di pecora. Lo afferma uno studio di ricercatori del Dipartimento di Agraria della università di Sassari al quale l'inserto Sette del Corriere dell Sera dedica questa settimana un ampio servizio.
L'articolo è stato citato, ieri mattina all'Expo, nel padiglione di Coldiretti Sardegna, da Michele Falce di Novamont, la società che da qualche anno sta conducendo, nell’isola la sperimentazione sul cardo destinato agli impianti di chimica verde di Porto Torres.
Dallo studio è nato uno spin off partecipato della università di Sassari, e che si chiama Animali New Tech. Il primo vantaggio, ha detto Falce, é che la farina ottenuta dal cardo ha un alto contenuto proteico, quello che serve nella alimentazione delle pecore. E poi - cosa molto importante - quelle farine sono Ogm free, al contrario di quanto succede con le farine di soia normalmente utilizzate negli allevamenti animali non solo sardi.
Le biomasse ottenute sono destinate all'impianto di Porto Torres che ne può lavorare (e questa è un'altra notizia) 45 mila quintali. In prospettiva Novamont conta di poter coltivare 3500 ettari di cardo, in prevalenza nelle aree del Sassarese, tra Campanedda e Santa Maria La Palma.
«Alla fine delle operazioni - spiegano Battista Cualbu e Luca Saba, presidente e direttore regionale di Coldiretti Sardegna che ha stipulato un accordo di collaborazione con Novamont - i coltivatori potranno ricavare un reddito di 250 euro a ettaro coltivato (compreso il contributo regionale). Non è poco per terreni improduttivi. Abbiamo chiesto alla Regione, inoltre, di poter utilizzare in agricoltura i lavoratori in cassaintegrazione. Sarebbe una soluzione per quegli operai che oggi hanno 50 anni e che rischiano di non poter raggiungere i contributi per la pensione».
Un aspetto molto importante dell'uso di farina ottenuta da semi di cardo riguarda gli effetti sulla qualità di latte prodotto da pecore alimentate da questa proteina Ogm free. Secondo gli esperti potranno esserci effetti positivi anche sui formaggi che, tra l'altro, potranno fregiarsi del titolo di «prodotti senza l'uso di alimenti Ogm».
«Il ricorso alla farina di cardo, poi, - fa notare Falce- farebbe risparmiare agli allevatori sardi un bel po’ si denaro, quello impiegato per comperare la farina di soi che costano 50/60 duro, al chilo». «Su 7/800 grammi di razione di cibo giornaliero per ogni pecora- spiega Battista Cualbu - almeno 200 sono di farine proteiche. Ed è la voce che incide maggiormente nella alimentazione degli animali». Il vantaggio della farina di cardo sulla farina di soia, ha spiegato Falce, è che la percentuale di proteine che arriva nell'intestino è del 65 per cento contro solo il 35 per cento nella farina di soia. E poi, sia i semi di cardo che i coprodotti sono molto ricchi di polifenoli.
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