S3-Agrifood, la Regione punta sull’agroalimentare
L’assessore Paci: «L’obiettivo è rafforzare la ricerca e l’innovazione» Attive 60.800 aziende agricole e zootecniche: valgono 927 milioni
MILANO. Ricerca e innovazione applicate all'agroalimentare per attrarre consumatori, operatori economico-istituzionali e competenze attraverso la valorizzazione delle conoscenze, il potenziamento delle produzioni locali e l'applicazione delle nuove tecnologie. È l'agroalimentare (Agrifood) l'area prioritaria di specializzazione della strategia S3 Sardegna, la Smart Specialisation Strategy, contenuta nel Fesr 2014-2020, che potrà anche avvalersi dei fondi aggiuntivi destinati alla ricerca e alla innovazione dal Piano nazionale della ricerca, del Fondo di sviluppo e coesione e della legge 598. La strategia S3-Agrifood è stata presentata ieri, nello spazio della Sardegna a Expo, dall'assessore della Programmazione, Raffaele Paci. Gli obiettivi sono rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione; promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell'acquacoltura. «Con la S3 vogliamo valorizzare le caratteristiche di un comparto produttivo nel quale la Sardegna gode di un buon posizionamento e allo stesso tempo rispondere alle istanze degli stakeholder regionali emerse nei tavoli partenariali - ha spiegato Paci - la scelta dell'Agrifood è stata operata sia in relazione alla presenza nella nostra regione di imprese importanti e con elevato grado di potenzialità, sia in relazione all'analisi delle competenze di settore presenti sul territorio per valutare gli effettivi tratti distintivi che costituiscono la base per un vantaggio competitivo della Sardegna». L'Isola è la regione ideale per una sfida del genere: sono infatti operative oltre 60.800 aziende agricole e zootecniche, con un valore aggiunto di circa 927 milioni di euro.
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