“DiMartedì”, Floris vara la seconda stagione
Riparte oggi su La7 il talk di approfondimento politico, ospiti Laura Boldrini e Ignazio Marino
ROMA. Torna stasera alle 21 su La7 “diMartedì”, il talk di approfondimento politico condotto da Giovanni Floris che dallo scorso anno ha abbandonato Raitre e la sua “creatura” Ballarò per cominciare una nuova sfida sulla Rete di Cairo. Una prima stagione complessa ma ricca di soddisfazioni: in cima a tutte quella di essere stato il programma di informazione che ha fatto registrare la maggiore crescita di ascolti, addirittura +92%, passando dal 3,5% di share del debutto al 6,8% delle puntate finali.
«Fortunatamente il momento più difficile è stato all’inizio e il più bello alla fine, – racconta Giovanni Floris – pensate se fosse stato il contrario. All’inizio ci siamo spaventati perché pensavamo che il passaggio dalla Rai a La7 fosse più semplice, che potessimo avere la stessa tranquillità di lavoro che avevamo nell’altra rete, invece dovevamo rinascere, dovevamo pensare una trasmissione nuova, perché La7 ha un pubblico diverso che chiede cose diverse. Piano piano abbiamo capito dove ci trovavamo e abbiamo creato una trasmissione che ha aumentato del cento per cento i suoi ascolti».
«Un percorso da fondista», lo definisce l’amministratore delegato di La7 Marco Ghigliani, quello compiuto da Floris e dalla sua squadra, ma che lungo tutto l’arco della stagione, ha dato i risultati sperati: «Abbiamo creato un prodotto nuovo, un format che prevede tante situazioni diverse e che, fortunatamente, gira intorno a tanti break pubblicitari. È stata un’opera di costante manutenzione quella che abbiamo compiuto, cercando di riparare gli errori che stavamo facendo e di inventare quello che mancava».
Ospiti della prima puntata, la presidente della Camera Laura Boldrini e il sindaco di Roma Ignazio Marino «oltre a qualcun altro a cui stiamo lavorando». Tra le colonne della trasmissione la copertina satirica affidata a Maurizio Crozza e i sondaggi di Nando Pagnoncelli. Novità anche dietro le quinte: la regia, affidata a Alessandro Renna e la direzione della fotografia di Mauro Ricci. Nuova anche la sigla di apertura del programma, affidata al trombettista Fabrizio Bosso e lo studio, con la scenografia curata da Marco Calzavara, ma sempre in grado di accogliere circa 300 ospiti, che – nella scorsa edizione – hanno partecipato attivamente applaudendo molto spesso. «Tanti applausi sono un tratto di quest’epoca – ha detto Floris – Ci si approccia alla politica anche con le emozioni immediate. È così: può piacere o meno, ma è l’epoca in cui si applaude, le passioni scemano in fretta e gli argomenti sembrano scomparire da un giorno all’altro. Noi non siamo così. Noi gli argomenti li seguiamo, non affrontiamo la politica di per sé ma chiamiamo la politica a rispondere ai problemi economici e sociali».
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