Fondi da restituire, albergatori in piazza
Protestano davanti alla Regione. L’Ue rivuole 35 milioni di euro concessi a 28 hotel nell’isola
CAGLIARI. Equitalia bussa già alle loro porte. Tra gli albergatori è già partito l’allarme rosso. Devono restituire alla Regione 35 milioni di euro. Sono i 28 proprietari degli hotel che hanno ottenuto le risorse da Cagliari, ma per una interpretazione complicata della legge ora si trovano costretti a restituirli. Oggi manifestano davanti al palazzo della Regione, perchè l’allarme è diventato emergenza. Ora Equitalia bussa alle loro porte, ma per molti è impossibile restituire cifre importanti. I fondi arrivavano dall’Europa, ma non potevano essere utilizzati per lavori precedenti alla domanda di contributo. In alcuni casi la leggeha tratto in inganno molti di loro. A guidare la rivolta c’è Federalberghi. In testa il suo presidente Paolo Manca che chiede un incontro immediato al presidente della Regione Francesco Pigliaru. Impossibile per loro pensare di restituire contributi già spesi da anni per migliorare le loro strutture. E in alcuni casi i proprietari degli alberghi si sono detti pronti a chiudere la loro attività se davvero Equitalia li dovesse costringere a restituire le risorse. Si parla di un complesso di 4300 posti letto e mille dipedenti che producono un fatturato di oltre 40 milioni di euro. La storia si trascina da 17 anni. Nel 1998 la Regione emana la legge 9, riconosceo la possibilità che gli albergatori abbiano contributi per la riqualificazione delle proprie strutture. Completato tutto l’iter di approvazione e formalizzata la compatibilità del provvedimento con le regole comunitarie sugli aiuti di Stato, la Regione pubblica il primo bando e le imprese avanzano le proprie candidature. Nel 2002 in 28 ottengono i finanziamenti, ma nel 2004, a sei anni dalla promulgazione della legge regionale e a due anni dalla concessione dei contributi, viene avviato un procedimento di indagine formale per aiuti di Stato attuati abusivamente. Secondo la Commissione l’aiuto non poteva essere concesso a chi ha avviato i lavori prima di presentare domanda. Le imprese hanno scoperto solo dopo che il finanziamento era condizionato da questo vincolo. La Commissione europea nel 2008 ha stabilito che quei contributi sono illegittimi e vanno recuperati. Con tanto di interessi a decorrere dal 2002. Da quel momento tutta la vicenda si sposta nelle aule di tribunale. Dalla sentenza di primo grado in Lussemburgo alla giustizia amministrativa, sino ad arrivare al tribunale civile di Cagliari.
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