I sardi sono un popolo di bassi? La colpa è tutta del loro Dna

A rivelarlo è uno studio sui geni degli abitanti dell’Ogliastra svolto dai ricercatori del gruppo SardiNia: tra le 700 varianti genetiche ne sono state individuate 2 in grado di ridurre l’altezza di 4 e 2 centimetri

SASSARI. Che rispetto alle altre popolazioni europee i sardi non brillino per la loro statura è sotto gli occhi di tutti. Così come - per quanto con il sopraggiunto benessere la tendenza a restare bassi si sia invertita e da almeno quarant’anni si cresce anche da queste parti - l’esperienza insegna che molto difficilmente da genitori di un metro e sessanta nascono figli giganti. Ma ora uno studio sul Dna degli abitanti dell’Ogliastra, condotto dai ricercatori del gruppo SardiNia (ProgeNia), coordinato dal direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Cnr, Francesco Cucca, rivela alla comunità scientifica internazionale molto di più: tra le 700 varianti genetiche scoperte in precedenza, nei sardi ne sono infatti state individuate due in grado di ridurre l’altezza rispettivamente di 4 e 2 centimetri.

L’effetto isola. Un arricchimento sistematico e non casuale, lo definiscono gli esperti, «che - come spiega la ricercatrice dell’Irgb-Cnr Magdalena Zoledziewska - indicherebbe un vantaggio selettivo per la bassa statura nei sardi, ma soprattutto rappresenta il primo esempio nella specie umana del già noto effetto dell'isola, secondo cui i mammiferi tendono a diventare più piccoli dopo centinaia di generazioni trascorse in ambiente insulare». Il risultato di questa importante ricerca sui geni in grado di ridurre l'altezza, scoperti insieme ad altri che regolano l'emoglobina e i livelli del colesterolo e di altri lipidi nel sangue, è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature genetics”, che ha dato ampio spazio allo studio del team di SardiNia dedicando agli argomenti tre differenti articoli e un editoriale.

Lo studio. Il gruppo che studia il modo in cui caratteri ereditabili del Dna influenzano i parametri biomedici sull'isola più fertile per la genetica, ossia la Sardegna, ha analizzato quasi 17 milioni di varianti genetiche in uno studio che ha coinvolto oltre 6.600 volontari provenienti da Lanusei, Arzana, Ilbono ed Elini. «Abbiamo sequenziato l'intero genoma di 2.120 individui provenienti dai quattro paesi dell'Ogliastra - precisa il ricercatore Carlo Sidore -, sempre usando approcci di caratterizzazione molecolare ad altissima risoluzione e modelli statistici per predire le sequenze genomiche in un numero più ampio di individui, nel nostro caso i 6.600 volontari dello studio firmato SardiNia».

Le varianti genetiche. Uno studio certosino che ha portato a questo risultato: «Identificare due varianti genetiche con forte impatto sull'altezza della popolazione sarda, in maniera cioè molto più sensibile rispetto alle variazioni di circa 0.3 centimetri tipicamente apportate da ciascuna delle circa 700 varianti già conosciute» chiarisce Francesco Cucca, che insegna Genetica medica all’Università di Sassari.

Basso è bello. Ma al di là degli aspetti squisitamente tecnici, la ricerca svela anche un particolare curioso: se in Sardegna da millenni sono presenti le due varianti genetiche capaci di abbassare la statura, significa che queste si sono selezionate come se ci fosse un vantaggio a essere bassi. Il che ribalta molti luoghi comuni. «La nostra ipotesi – conclude Cucca – è che in un’isola dalle risorse limitate potessero sopravvivere più facilmente gli individui con minori esigenze nutrizionali».

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