La Nuova Sardegna

Per l’assessore la campanella suona a Jerzu

di Claudia Carta
Per l’assessore la campanella suona a Jerzu

Claudia Firino tra i bambini delle Elementari e delle Medie nel piccolo centro ogliastrino

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JERZU. Primo giorno di scuola speciale per i piccoli studenti delle elementari di Jerzu. Ore 10.30. Al suono della campanella, tutti fuori dalle aule. In cerchio, classe per classe. Visi stupiti, bocche aperte, sguardi curiosissimi a guardare una “nuova” compagna di scuola, venuta appositamente per loro da Cagliari. L’appello. Firino Claudia: “presente”. Sì, è proprio lei, l’assessore regionale alla pubblica istruzione, in visita al plesso scolastico ogliastrino. I bambini la osservano, si stropicciano i grembiulini blu appena comprati, si guardano tra loro e ascoltano, attenti come non mai. Nel corridoio, davanti alle loro aule, stanno tutti vicini, mentre l’assessore li saluta sorridendo. Una chiacchierata semplice, ma profondamente sincera. Perché i bambini, chiunque abbiano davanti, sanno essere se stessi, senza paura. L’esponente della giunta Pigliaru è a suo agio, è lì per ascoltarli, per sentire se e quanto amano la loro scuola, come la vorrebbero per far sì che diventi sempre più bella, cosa cambierebbero, cosa c’è che non va. E allora via, le mani dei bimbi si sollevano: «Sotto il mio banco non ho dove posare i libri, forse è rotto», dice uno sorridendo. «Nella mia classe non si solleva la serranda», prosegue un altro. Piccoli-grandi problemi da affrontare ogni giorno, durante le lezioni. Claudia Firino ascolta senza stancarsi, sempre col sorriso sulle labbra. Davanti a lei i protagonisti della scuola di oggi. Quelli che la scuola la vivono davvero sulla propria pelle, tra punti di forza e criticità, non solo strutturali. Quelli intorno ai quali la scuola andrebbe modellata.

«Una bella avventura – ha detto l’assessore regionale alla pubblica istruzione – questa che oggi inizia per voi. Ho deciso di venire qui per augurarvi che sia proprio così: un’avventura che vi permetta di crescere uniti, insieme, aiutandovi sempre l’uno con l’altro. Quando sarete grandi la ricorderete come una delle gioie più belle». «E se bisticciamo?» «Anche io qualche volta litigavo con i miei compagni di banco – ha commentato Claudia Firino – ma poi si faceva subito la pace e ci si dimenticava di tutto». Presente anche una classe delle scuola media. Con un perché: «Lo scorso anno – ha raccontato Giorgia – le abbiamo scritto una lettera, raccogliendo un suo precedente invito. Le abbiamo parlato un po’ di noi e della nostra scuola. Stamattina ci ha voluto qui con lei per ringraziarci e per dirci che le abbiamo regalato un’emozione grandissima. Oggi, però, quelli emozionati eravamo noi. È stato bellissimo incontrarla». «Anche lei, come noi, ha detto che da piccola faceva tante cose – ha continuato Alessandra, prima media – non ha mai smesso di studiare, è diventata dottoressa. Oggi si è ricordata di noi, delle nostre parole, ed è venuta di persona a salutarci. Che sorpresa!». Altra sorpresa: un bel libro per gli autori di una lettera così diversa da tante. Uno anche alla maestra, Luciana Boi, promotrice dell’iniziativa. Insomma, una giornata da dieci e lode.

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