Non sarà impugnata la legge sulla Buona scuola
Il governatore Francesco Pigliaru: contiene anche buone cose e non solo criticità Ma l’opposizione contesta. Cappellacci: sindaci lasciati soli nel caos delle classi
CAGLIARI. È ufficiale: la Giunta non ha impugnato la legge sulla «Buona scuola» del governo Renzi e approvata dal Parlamento, Lo ha confermato il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, «Non l’abbiamo impugnata perché contiene cose buone e non solo criticità». Secondo il governatore ad esempio il nuovo ruolo assegnato ai presidi: «È giusto che ci sia una valutazione dei dirigenti – ha detto - accade così in tutto il mondo». Invece proprio quello dei presidi, ribattezzati presidi-sceriffo dai sindacati della scuola, è uno degli articoli della riforma fra i più contestati dagli insegnanti. Insegnanti che, come si sa, sono contrari anche alla cosiddetta roulotte della cattedre, che ha costretto o costringerà molti professori sardi a migrare pur di essere assunti. Altre Regioni, a cominciare dal Veneto alla Puglia, hanno impugnato la legge di fronte alla Corte costituzionale. E lo hanno fatto per alcune presunte violazioni della «Buona scuola» sui compiti assegnati dalla Costituzione alle amministrazioni regionali sulla gestione dell’istruzione. La giunta Pigliaru invece ha detto no.
Consiglio regionale. È stata confermata dalla riunione dei capigruppo del Consiglio la seduta straordinaria del 22 settembre proprio per discutere degli effetti in Sardegna della «Buona scuola». Nei giorni scorsi, a sollecitare il dibattito era stata la minoranza di centrodestra, che non condivide la scelta di non impugnare la legge, con la presentazione di un ordine del giorno poi ritirato.
Polemiche. «La Giunta fa annunci, spot, spara cifre e poi lascia ai sindaci il compito di districarsi nel ginepraio in cui li ha infilati», così Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia, è ritornato sul tema dell'edilizia scolastica.«Mentre nei comunicati stampa estivi – sottolinea – la Giunta parlava di tempi stretti, con primi interventi tra agosto e settembre, nei fatti li ha rinviati ancora quando ormai l’anno scolastico è cominciato». Pronta la replica del capogrippo del Pd in Consiglio, Pietro Cocco: «Sul problema dell'edilizia scolastica l'ex presidente Cappellacci farebbe bene a tacere per evitare di cadere nel ridicolo e far riaffiorare alla memoria il triste ricordo della passata legislatura, caratterizzata da false promesse e incompiute sulla riqualificazione degli edifici scolastici».
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