Riordino delle Province La maggioranza dice sì
Nel vertice arriva un via libera di massima. Pigliaru: pronti a correzioni del testo Ora corsa contro il tempo per approvare il disegno di legge entro il 30 ottobre
CAGLIARI. Al centrosinistra è piaciuta la bozza numero 2 sui nuovi enti locali presentata dall’assessore Cristiano Erriu. Dal vertice di maggioranza sono usciti solo capigruppo col sorriso dopo due ore abbondanti di confronto. Certo, ci sono alcune correzioni ancora da fare sulle competente assegnate alle tre Province di Sassari, Nuoro e Oristano rinate ma depotenziate. Oppure sui confini forse troppo vasti della Città metropolitana di Cagliari, o sull’assetto delle future Unioni metropolitane del Sassarese e in Gallura. «Siamo alle sfumature», hanno detto gli alleati, perché bene o male intorno all’impianto della riforma la maggioranza si è riconosciuta e ha stretto anche un patto, quello della velocità. È questo: la legge dovrà essere approvata dal Consiglio regionale entro il 30 ottobre così come prevede la norma nazionale sul riassetto degli enti, per evitare che la Sardegna finisca nella lista delle regioni poco virtuose. Se dovesse accadere il peggio, sarebbe condannata caricarsi sulle spalle l’intero costo della macchina provinciale, una cinquantina di milioni l’anno. «Ce la faremo», è stato il giuramento.
Legge ponte. Nel pieno rispetto di quanto la stessa maggioranza aveva deciso nel maxi vertice di Sanluri, a luglio, l’assessore ha detto: «Questa bozza non è la tavola della legge, e continueremo a modificare il testo fino a quando sarà necessario. È una riforma ponte – ha ribadito – ed era anche la più semplice possibile in attesa che il Parlamento voti la riforma costituzionale, quella che cancellerà per sempre le Province dalla mappa della Repubblica».
Condivisione. La bozza non è non sarà a scatola chiusa, niente prendere o lasciare. Tutt’altro, ha sottolineato il presidente della Regione Francesco Pigliaru: «Vogliamo che sia prima discussa in ogni dettaglio e poi condivisa non solo dai territori e dalla coalizione, ma anche dall’opposizione. Lo sappiamo: grandi riforme nascono meglio quando non sono decise a colpi di maggioranza e noi se è possibile preferiamo il dialogo». Dalle prime risposte del centrodestra – da Forza Italia all’Ap-Udc, ai Riformatori – non sembra che la minoranza sia disposta ad accettare l’offerta. È vero che finora nell’aula della commissione Riforme del Consiglio non c’è stato il muro contro muro, ma con l’avvicinarsi della scadenza i toni potrebbero farsi molto più accesi. Comunque l’importante è che il meccanismo sia partito: i tempi sono stretti. In un mese mezzo «dobbiamo metterci al passo Dopo un anno, siamo in dirittura d’arrivo», ha detto il presidente della commissione Riforme del Consiglio, Francesco Agus.
Di corsa. Dalla prossima settimana i commissari lavoreranno ogni giorno per scrivere e presentare il testo definitivo. Lo faranno entro metà ottobre per rispettare così la scadenza del 30. Resta da capire quali potranno essere gli intoppi in queste poche settimane che mancano al voto finale. I partiti della maggioranza, come detto, sembrano essere tutti ben disposti e l’ultima stesura della proposta Erriu non sarà stravolta. Qualche correzione volante ci sarà ad esempio sul titolo gratuito degli incarichi assegnati a chi governerà gli enti: «Un rimborso spese dovrà pur esserci o rischiamo di consegnare le Unioni solo a chi potrà pagarsi di tasca propria le missioni», è uno dei dubbi, Oppure qualche perplessità c’è ancora sulla suddivisione delle funzioni: le tre fondamentali (scuola, ambiente e strade) resteranno in carico alle Province e alla Città metropolitana ma fino a quando e cosa accadrà quando finirà la transizione? L’assessore Erriu si è impegnato ad ascoltare chiunque, compresa l’opposizione, e a rivedere la bozza. Il vicecapogruppo del Pd Roberto Deriu ha aggiunto: «Dobbiamo trovare in fretta una sintesi sulla madre di tutte le r forme». E l’opposizione che farà? Darà battaglia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
